Istituto di Diritto internazionale della pace “G. Toniolo” - Azione Cattolica Italiana

Conv. Toniolo - L’Africa tra migrazioni, interessi esterni e nuovi scenari di cooperazione

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Il continente africano sarà al centro del convegno promosso dalla Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica e dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” sul tema L’Africa tra migrazioni, interessi esterni e nuovi scenari di cooperazione, che si terrà a Roma, il prossimo 10 novembre, presso la Domus Mariae (in via Aurelia 481, dalle ore 16 alle ore 20).

I lavori, presieduti da Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Giuseppe Toniolo”, si apriranno con i saluti del presidente nazionale dell’Ac, Matteo Truffelli, e proseguiranno con quattro riflessioni affidate a voci autorevoli della comunità scientifica e del mondo del volontariato, con la moderazione di Paolo Beccegato, vice direttore di Caritas Italiana. Interverranno Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio stampa della Fondazione Missio Italia, Vincenzo Buonomo, docente di diritto internazionale alla Pontificia Università Lateranense, Gianfranco Cattai, presidente nazionale di Volontari nel mondo‐Focsiv, Marco Foschini, Centro studi dell’Area Economica di Coldiretti. È prevista la partecipazione di una delegazione Forum Internazionale dell’Azione Cattolica (Fiac).

L’Africa sta cambiando e pone interrogativi nuovi che ci riguardano tutti, individui e popoli, singoli Stati e comunità internazionale. Il convegno sarà un’occasione preziosa per far maggior luce su questioni complesse e interconnesse come migrazioni, interne ed esterne, condizioni di vita delle popolazioni africane, rischi di “neo-colonizzazione” di multinazionali e di Paesi terzi, nuovi scenari di cooperazione e possibilità di coinvolgimento della comunità ecclesiale e della società occidentale, in una prospettiva di sviluppo sostenibile e governance globale.

«Dall’Africa c’è sempre qualcosa di nuovo», scriveva Plinio il Vecchio nel I secolo dopo Cristo. Eppure nella cultura dominante che la società occidentale ha sviluppato su questo grande continente non si può far a meno di riscontrare il permanere di luoghi comuni e pregiudizi senza tempo, che relegano i Paesi africani a periferia del mondo sviluppato, oggetto d’interesse non tanto per quello che vi accade, ma per quello che da essi arriva a noi: migranti, richiedenti asilo e rifugiati innanzitutto.

Ciò che serve è invece uno sguardo ampio su quello che sta accadendo in Africa, non solo sul piano politico-istituzionale, ma anche su quello sociale ed economico. Il PIL medio registrato negli ultimi anni è tra quelli più alti su scala globale e il continente offre ancora vaste regioni ricche di materie prime solo parzialmente sfruttate. Inoltre il saldo positivo della bilancia demografica e la presenza di una popolazione attiva tra le più giovani del mondo candidano l’Africa tra i principali protagonisti delle sorti dell’intero pianeta nel prossimo futuro.

Roma, 8 novembre 2017