Com AC - mons. Galantino: "Abbiate il sapore e l’odore delle quotidiane sfide dell’esistenza” - XVI Assemblea naz. AC

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Comunicato Stampa

Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale
XVI Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana
28 aprile/1 maggio 2017 – Roma, Domus Pacis, Via di Torre Rossa, 94

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Cari colleghi,
la Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei ha aperto la seconda giornata di lavori della XVI Assemblea nazionale dell’Ac. Una sintesi dell’omelia
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“L’Azione Cattolica è chiamata a formare cristiani adulti e maturi, la cui compiuta coscienza sia anche il frutto di una visione teologica credibile, capace di affrontare il compito delle sfide dell’oggi, fuori dal guscio della convenzione devota o del racconto dogmatico, fuori dal loro ambiguo tepore e dalla loro soffocante prudenza”. Cosi mons. Nunzio Galantino, all’omelia per la Celebrazione eucaristica che ha aperto la seconda giornata di lavori della XVI Assemblea nazionale dell’Azione cattolica. Il Segretario generale della Cei, invita le donne e gli uomini di Ac ad essere “credenti laici, sottratti alla condizione di minorità, ed equipaggiati di una solida coscienza religiosa, perché nel vivo della loro esistenza secolare possano dare al Vangelo una figura pratica e reale, che non sia quella del distacco ipocritamente ‘religioso’ dalle cose del mondo”.

Nel Vangelo di oggi (Mt 11,25-30), quel «Prendete su di voi il mio giogo» vuol dire, per mons. Galantino caricare la nostre vite e le nostre relazioni di amore. Un amore che “genera, cura, conforta e da ristoro”. Un amore che spinge a compiere “scelte inedite come inedito è il Vangelo e inedita è la vita di Gesù”. Solo se radicate in questo amore le nostre comunità  - prosegue il presule – saranno “capaci di fare nuove tutte le cose”; attraverso la bellezza di “legami autentici”, di relazioni umanamente significative in una società “segnata da particolarismi, da lobby di potere, da un’economia che ogni giorno di più produce scarti”.  E prosegue:  “oggi c’è tanto bisogno di luoghi in cui si intessono  trame di vita associativa forte, significativa, bella”. C’è bisogno di “case accoglienti, luoghi di rigenerazione, anticipazione di futuro”.

L’invito caloroso e appassionato per  l’Ac, “sento di dire per tutti noi dell’Ac”, che anima la Chiesa italiana e il nostro paese fin nelle più piccole e lontane contrade è: “apritevi agli altri, costruite alleanze educative, sappiate  costruire amicizie forti che sfidano il tempo”.

La testimonianza dell’Ac per il mondo è nell’avere – sottolinea monsignor Galantino -  “il sapore e l’odore delle quotidiane sfide dell’esistenza”; quelle che riguardano “l’amore dell’uomo e della donna, la generazione dei figli, la cura dell’educazione dei giovani e della dignità dei vecchi, la coltivazione della saggezza e il discernimento della bellezza, la verità dei sentimenti, la giustizia delle emozioni, la protezione delle fragilità, il senso del lavoro, la capacità di morire, la misura delle parole, la difesa quotidiana della speranza”. In ognuna di queste comuni e quotidiane sfide umane “la testimonianza dell’Ac può certamente portare la sua luce”, chiosa il Segretario generale della Cei. Quella di cui oggi il nostro mondo – “abitato da troppi grigi replicanti” – ha bisogno.

Roma, 29 aprile 2017