Com. Ac - Il Convegno nazionale degli Assistenti di AC, FUCI, MEIC e MIEAC

Versione stampabileVersione stampabile

Convegno nazionale degli Assistenti di Ac-Fuci-Meic-Mieac
Memoria del futuro. Da 150 anni il prete a servizio dell’Ac

29 gennaio-1 febbraio - Assisi - Casa Leonori

La celebrazione del 150° anniversario della fondazione dell’Azione Cattolica Italiana caratterizzerà il prossimo Convegno nazionale degli Assistenti regionali, diocesani e parrocchiali di Ac, Fuci, Meic e Mieac, dal 29 gennaio all’1 febbraio prossimo, ad Assisi presso Casa Leonori. In particolare, sarà l’occasione per conoscere alcune figure di assistenti che hanno segnato con la loro presenza tappe significative della lunga storia dell’Ac e per una riflessione comune sul servizio di assistenti alla luce dei due interventi pronunciati da papa Francesco all’Azione Cattolica lo scorso mese di aprile durante il Congresso del Forum internazionale di Azione Cattolica (Fiac) e in occasione dell’incontro in Piazza San Pietro con il popolo dell’Ac.

Partecipano a Memoria del futuro. Da 150 anni il prete a servizio dell’Ac: Francesco Sportelli (Univ. della Basilicata), Raffaele Cananzi (presidente dell’Isacem), Alba Lazzaretto (Univ. di Padova), Giovanni Vian (Univ. Ca’ Foscari-Venezia), mons. Antonio Napolioni (vescovo di Cremona); p. Giulio Michelini (preside Istituto Teologico di Assisi), Matteo Truffelli (presidente naz. dell’Ac), mons. Domenico Sorrentino (vescovo di Assisi), Luca Marcelli (responsabile naz. dell’Acr), mons. Gualtiero Sigismondi (Assistente generale di Ac e vescovo di Foligno), mons. Dario Viganò (prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede).

Nella sua ricca tradizione e nella vita ordinaria, l’Azione Cattolica continua a vivere i legami tra laici e presbiteri in una comunione che si nutre di amicizia spirituale e che si alimenta nella corresponsabilità del servizio alla missione della Chiesa. Nel cammino dell’Azione Cattolica gli Assistenti non sono figure decorative o personaggi di complemento. Per focalizzarne l’identità e il servizio, basta leggere l’art 10 dello Statuto dell’Ac che configura il ministero dell’Assistente «quale partecipe della missione del Vescovo, segno della sua presenza» per «rendere più piena la comunione ecclesiale dell’Associazione». E il Progetto Formativo dell’Associazione assegna agli Assistenti un «ruolo decisivo in ordine alla formazione di coscienze di laici coerenti, forti, capaci di vita cristiana autentica».

Questi pochi tratti sono in linea con la grande tradizione associativa che ha fatto maturare generazioni di laici adulti e responsabili nella vita della Chiesa e nella storia della società civile. La singolarità dell’Ac sta proprio qui: è un’Associazione di laici non nonostante, ma proprio grazie all’azione discreta e forte di tanti sacerdoti che non hanno fatto da supplenti dei responsabili né da organizzatori della vita associativa, ma hanno trovato l’anima del ministero nella cura della vita spirituale delle persone, nella coltivazione del loro vincolo di comunione, nell’accompagnamento verso la missione.

Roma, 26 gennaio 2018