Assisi. Tauran, Pizzaballa e Miano all'Incontro-Pellegrinaggio dei Giovani di AC

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Assisi. Incontro-Pellegrinaggio dei Giovani di Azione Cattolica
«Tracce di pace. Giovani di AC per un cammino di libertà»

(24 settembre 2011- presso La Cittadella di Assisi)

«Siamo qui ad Assisi come giovani di Ac con il desiderio di esprimere la nostra vicinanza al nostro amato Papa, assicurargli la nostra preghiera unita a un generoso
e quotidiano impegno per la pace»

A un mese dall’annunciato pellegrinaggio di Benedetto XVI nella città santa di Assisi, per una giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace nel mondo, che celebrerà il 25° anniversario dello storico incontro che il beato Giovanni Paolo II volle organizzare il 27 ottobre del 1986 con i rappresentanti di tutte le religioni del mondo, i giovani di Azione Cattolica hanno voluto confermare la loro vicinanza a Papa Benedetto e assicurargli la loro preghiera, unita ad un generoso e quotidiano impegno per la pace.
È questa la ragione dell’incontro-pellegrinaggio dei giovani di AC che è in corso in queste ore nella citta di Francesco.
L’inizio nel primo pomeriggio, presso l’auditorium de La Cittadella di Assisi, ha visto un momento di riflessione sui temi della pace, del dialogo e della libertà religiosa, a cui hanno preso parte il card. Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, e Franco Miano, Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.
In particolare il card. Tauran ha voluto ricordare come «la manifestazione di Assisi sarà anche un’occasione per ricordare l’esigenza della libertà di religione, che non è un diritto tra gli altri, ma il diritto fondamentale, perché la dignità fondamentale di ogni persona trova la sua fonte nella sua relazione con Dio Padre, a immagine e somiglianza del quale essa è stata creata dotata di intelligenza e di libertà. La libertà di religione supera di lunga la libertà di culto. È la possibilità di partecipare al dialogo pubblico in qualità di credenti. La libertà di religione, quindi, è una forza per la pace. Credenti che si mettono in pellegrinaggio insieme, che meditano in silenzio sulla propria comune origine e sul proprio comune destino, sui propri limiti e sulle proprie responsabilità, sono una risorsa per l’intera comunità umana».
Il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso ha poi auspicato che da Assisi parta «un messaggio destinato ai legislatori e agli insegnanti», perché «sia sempre rispettata la persona che cerca la verità di fronte all’enigma della sua condizione», «di educare i giovani al senso critico che permette di scegliere tra il vero e il falso», «di apprezzare le grandi tradizioni culturali aperte alla trascendenza che esprimono così bene la nostra aspirazione alla verità e alla libertà».
Padre Pierbattista Pizzaballa ci ha ricordato che «La pace abita nel cuore dell’uomo come nostalgia e voglia di futuro, ed è per questo che la nostra responsabilità nei confronti della pace ci spinge sempre più a cercare nella preghiera il luogo dove educarci a cercarla compiendo opere di giustizia, ad attenderla nell’attenzione ai segni dei tempi, a saperla accogliere nell’umiltà della verità».
Richiamando le parole di Benedetto XVI, il Custode di Terra Santa, ha sottolineato che «si tratta di lasciare a Dio quello che è unicamente suo (il dono) e di esplorare, con serietà, costanza e dedizione, quello che è nostro compito, tenendo conto che al nostro impegno appartengono i binomi di agire e soffrire, di attività e pazienza, di fatica e gioia: a considerare inscindibili questi binomi scopriremo quanto il nostro immobilismo non dipende tanto dalla nostra buona volontà a “fare”, quanto dalla nostra paura di dover soffrire per la pace».
Per il Presidente nazionale dell’AC, Franco Miano, «la comunione che siamo chiamati a testimoniare e a costruire si realizza, in primo luogo, attraverso il nostro essere persone di unità e di pace in ogni ambiente, nel nostro pensiero circa i rapporti tra le nazioni così come nell’impegno ad essere operatori di pace nel quotidiano».
«Essere fratelli oggi», ha ricordato Franco Miano, «significa cercare l’unità tra le persone, tra i gruppi, tra i popoli, nel rispetto delle differenze. Un’unità che non è uniformità, ma che sa cercare ciò che avvicina; che sa promuovere ricerche condivise; che sa praticare il confronto, si allena al dialogo, rifiuta l’intolleranza e la contrapposizione, non ama la polemica. Per questa strada si impara che il diverso da me è ricchezza per me e si giunge ad apprezzare quel suo originale modo di essere che rende più aperto e più ricco il mio».
Tra qualche minuto, la fiaccolata fino alla Basilica inferiore di san Francesco e la Veglia di preghiera.
Ai giovani di AC si uniranno i Presidenti e gli Assistenti diocesani unitari dell’associazione, riuniti in questo fine settimana a Trevi per il loro annuale Convegno nazionale. La preghiera vorrà essere il momento più profondo dell’incontro-pellegrinaggio, uniti spiritualmente anche con tutti quei giovani che non hanno potuto essere fisicamente ad Assisi, ma stanno vivendo questo stesso momento nelle proprie diocesi.
E la preghiera non si fermerà con il pellegrinaggio, ma continuerà tutta la notte, sostando in adorazione presso la chiesa Santa Maria Maggiore.
Domani mattina, la celebrazione della S. Messa nella Basilica Inferiore di San Francesco, presieduta dal vescovo di Assisi mons. Domenico Sorrentino, concluderà l’incontro-pellegrinaggio.