Instrumentum laboris per il prossimo Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani (3-28 ottobre)

Chiesa e giovani. Riconoscere, interpretare, scegliere

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Presentato il testo che sarà alla base dei lavori dei padri sonodali convocati nel prossimo ottobre. In 67 pagine sono sviluppati 214 paragrafi che sintetizzano il lavoro compiuto secondo modalità nuove, con il coinvolgimento diretto delle giovani generazioni. Al centro il ripensamento della pastorale. Tra i punti toccati dal documento: i rapporti tra generazioni e il ruolo della famiglia, la cultura dello scarto, la ricerca della verità, il mondo digitale, la sessualità, le nuove forme di partecipazione. Centrale nei lavori del Sinodo sarà il tema della vocazione, «intesa non soltanto per la vita consacrata».

In breve, tre le parti in cui è suddiviso il documento: «Riconoscere: la Chiesa in ascolto della realtà» è il titolo della prima. Cinque i capitoli di questa sezione, che si apre con uno sguardo ampio sulla realtà dei giovani nei diversi contesti dei cinque continenti e sui diversi «linguaggi » che caratterizzano le nuove generazioni. Tra i temi trattati anche quelli dei rapporti intergenerazionali e del ruolo della famiglia: riguardo a quest’ultima dimensione il documento ricorda l’importanza delle relazioni domestiche a tutte le latitudini, cogliendo in questo un forte elemento di continuità con le precedenti assemblee del Sinodo, dedicate proprio alla famiglia.
Completano questa prima parte tre capitoli su alcuni temi specifici: la cultura dello scarto (legato al mondo del lavoro, dei migranti, alle forme di discriminazione, alle malattie), le sfide antropologiche e culturali (la sessualità, l’affettività, la ricerca della verità, il mondo digitale, le nuove forme di partecipazione), il modo in cui la Chiesa si mette in ascolto dei giovani.

La seconda parte, intitolata «Interpretare: fede e discernimento vocazionale», è quella più teologica, biblica e spirituale. In quattro capitoli offre un vero e proprio viaggio attraverso il tema della giovinezza riletta attraverso la Parola di Dio e la tradizione ecclesiale. Si mette a fuoco il significato della vocazione, del discernimento vocazionale e dell’arte di accompagnare in tutte le sue sfaccettature.

Infine, la terza parte «Scegliere: cammini di conversione pastorale e missionaria», è di certo quella più 'provocatoria' perché invoca un cambiamento e un rinnovamento delle pratiche che caratterizzano l’azione della Chiesa e delle comunità locali. Quattro i capitoli di questa parte: il primo mette sul tavolo la questione della costruzione di una Chiesa davvero «generativa» nei confronti dei giovani. Il secondo accompagna fin nel cuore delle esperienze quotidiane con le quali i giovani hanno a che fare: dalla scuola al lavoro, dalla vita sociale attraverso la cittadinanza ma anche gli sport, l’arte la musica, fino alla questione dell’emarginazione creata da malattie, disabilità, dipendenze, condanne al carcere, guerre e violenze, migrazioni, morte. Si tratta del capitolo più corposo di tutto il documento. Infine il terzo e quarto capitolo trattano gli strumenti più 'tradizionali' nella vita della Chiesa e nell’opera di evangelizzazione. Sono numerosissimi i temi presenti nel documento ma di certo alcuni più altri spiccano, perché più urgenti o solitamente più 'marginali'. La questione del rapporto con i mondi digitali, ad esempio, viene trattata con profondo realismo, fuori dai preconcetti che spesso caratterizza il dibattito pubblico ad esempio sul ruolo dei social (si vedano i paragrafi 34, 35, 57 e 58). Con altrettanta chiarezza e coraggio, infine, vengono toccati temi considerati 'delicati' o divisivi, come quello delle migrazioni (paragrafi 45-47, 170-171) o della sessualità. In tutto, in definitiva, prevale proprio quella «parresia » invocata da papa Francesco.