Approvati i testi delle deleghe

A che punto è la Buona Scuola

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di Adelaide Iacobelli* - Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei decreti relativi alla legge 107, nota come “La Buona Scuola”, la scorsa settimana è terminata una fase di discernimento, confronto e mobilitazione cominciata quel lontano settembre 2014. Infatti da quasi tre anni ormai, i circoli di Movimento studenti di Azione cattolica animano il confronto tra i banchi di scuola e partecipano alle riflessioni nelle sedi istituzionali.
È venuto il momento di tirare le somme, ripercorrendo i passi fatti insieme alle studentesse e agli studenti d’Italia dall’inizio della presentazione della riforma alla fase di approvazione.

La consultazione
A partire da un rapporto emanato dal Governo il 3 settembre del 2014, con i primi propositi di cambiamento della scuola italiana, abbiamo avviato un processo di confronto che potesse coinvolgere studentesse e studenti. Per questo sono state preparate delle schede di approfondimento, che le msacchine e gli msacchini hanno portato nelle loro classi per dialogare sui temi affrontati nella consultazione. Le proposte elaborate dal confronto nelle scuole, sono state mandate alla Segreteria nazionale e così è nato il Manifesto della Buona Scuola, ovvero una raccolta di riflessioni e proposte di studentesse e studenti perché la scuola fosse davvero più buona per tutti.
Intanto tutta l’Azione cattolica ha preso a cuore la riforma e, con la collaborazione tra Settori, ACR, Mlac, Msac e Mieac, è stato redatto un documento (La scuola ci sta a cuore) con il quale l’Ac ha risposto alla consultazione.

La fase di scrittura della riforma
Al termine della consultazione si è avviato il processo di scrittura della legge e come associazione studentesca tra le maggiormente rappresentative, il Msac è stato ricevuto dai parlamentari, dai rappresentati del governo ed è stato presente nei diversi tavoli ministeriali che si sono aperti portando il proprio parere e il lavoro condiviso con le altre associazioni studentesche.
E seguendo l’esortazione di Papa Francesco, abbiamo sperimentato che il dialogo migliore è fare le cose insieme. Quindi con 32 associazioni di tutto il Paese ci siamo confrontati per poi produrre un appello (La scuola che cambia il Paese) per chiedere al Parlamento di modificare il Disegno di legge sulla riforma della scuola, che era in fase di ultimazione.  Il bello di questa fase di confronto tra associazioni, anche molto diverse, è stato riuscire a portare un contributo, non rinunciando a promuovere lo stile della nostra associazione studentesca. Quindi, per esempio, quando il 5 Maggio 2015 il mondo della scuola ha scioperato per chiedere delle modifiche al Disegno di legge in approvazione, il Msac si è mobilitato ma non ha rinunciato al diritto di rimanere a scuola.

L’approvazione della Buona scuola
Con la richiesta di fiducia da parte del Governo, il 7 luglio 2015 è stata definitivamente approvata la legge 107. Dopo esserci espressi con rammarico per aver assistito all’approvazione da parte del Parlamento di un testo blindato con la fiducia, abbiamo comunque continuato a cercare il bene che poteva nascere dal testo di riforma. Così abbiamo letto e riletto la legge 107, costruendo una guida a servizio delle studentesse e degli studenti d’Italia.
Nel corso del primo periodo di applicazione della 107 ci siamo chiesti come stavano vivendo questo processo gli studenti e abbiamo costruito insieme, ad esempio, alcune proposte sull' Alternanza e sul PTOF.

L’approvazione delle deleghe
La scorsa settimana siamo arrivati all’ultima fase della Buona scuola: l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei decreti riguardanti le deleghe, ovvero otto temi che erano rimasti in sospeso dalla Buona scuola. Anche per la scrittura dei decreti, il Msac è stato audito dalla VII Commissione della Camera e del Senato e dalla Ministra Fedeli al tavolo con le altre associazioni. E come ormai è diventata prassi, il parere presentato nelle sedi istituzionali è nato dal confronto tra i banchi di scuola, con delle schede pensate per facilitare il dialogo.
Ora, in attesa dei testi definitivi dei decreti che recepiscono le deleghe, il Msac ha preparato delle brevi info grafiche che raccontano le novità previste sui temi delle deleghe.
Questo lungo percorso ci ha insegnato che c’è bisogno ancora di tanto impegno per costruire una scuola più giusta per tutti. Il Msac continuerà ad essere a servizio del Paese e delle studentesse e degli studenti di tutta Italia, proprio perché siamo convinti che il Msac serve se serve le scuole che abita.

*Segretaria nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica