Centro Studi

C’era un volta l’Italicum. E ora?

Venerdì, 27 gennaio 2017

di Andrea Michieli - Dopo una lunga attesa è arrivata la decisione della Corte Costituzionale. Il comunicato trasmesso nel pomeriggio di mercoledì  25 gennaio è indubbiamente il fatto “politico” più rilevante per capire le sorti dell’attuale legislatura, dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Al di là del merito, sul quale ci si potrà soffermare solo dopo il deposito della sentenza, “a caldo” alcune considerazioni, a partire dal compito di“supplenza costituzionale” svolto dalla Consultà. Una supplenza che non può essere considerata auspicabile in un sistema istituzionale stabile, ma che - nella stasi politica creatasi nell’incertezza del “dopo 4 dicembre” - è stata invocata da molti.

Il neo-isolazionismo trumpista

Martedì, 24 gennaio 2017

di Alberto Ratti* - Quella annunciata da Donald Trump nel suo discorso di insediamento lo scorso 20 gennaio è un’America che vuole tornare grande da sola, senza l’aiuto di nessuno e senza preoccuparsi di nessuno, una battuta d’arresto al modello che nel bene e nel male è stato fonte di ispirazione per molti riguardo le battaglie per la libertà e il diritto, per il progresso e lo sviluppo integrale di ogni uomo e di ogni donna. Nei primi interventi del neopresidente sono riecheggiate parole da tempi bui impregnate di miope nazionalismo. Una sfida per la balbettante Europa.

Le istituzioni siano vicine alla vita dei cittadini

Giovedì, 05 gennaio 2017

di Fabio Mazzocchio - In un momento difficile per la vita del Paese, un buon governo dovrebbe almeno occuparsi del divario sociale, economico e territoriale sempre più consistente tra il Nord e il Sud, della frattura, in termini di welfare e opportunità, tra le nuove generazioni e quelle che le hanno precedute e della povertà connessa alla mancanza di lavoro. Non per immaginare una città perfetta, ma per vivere meglio in una società ospitale e con istituzioni capaci di porre in essere misure di cambiamento, atte a generare uno sviluppo autenticamente umano e integrale.

Il lavoro che vogliamo

Mercoledì, 14 dicembre 2016

di Nadia Matarazzo - Libero, creativo, partecipativo e solidale, così come indicato da Francesco nella Evangelii gaudium, e come a tema della prossima Settima sociale dei cattolici (Cagliari 26-29 ottobre 2017). Tre gli obiettivi principali annunciati dal Comitato scientifico e organizzatore dell’evento con la recente lettera di invito: denunciare le situazioni di sfruttamento, illegalità, insicurezza e disoccupazione, dando voce alle storie dei lavoratori e delle lavoratrici; far conoscere le buone pratiche che stanno già offrendo nuove soluzioni ai problemi del lavoro e dell’occupazione; costruire alcune proposte da presentare sul piano istituzionale, per superare le difficoltà di accesso al lavoro e assicurarne condizioni dignitose.

Finalmente la non-violenza

Venerdì, 09 dicembre 2016

di Michele Pace - Con «La non violenza: stile di una politica per la pace», tema del messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2017), cinquantesima dalla sua istituzione, Francesco ha scelto di dare alla Pace un’impronta ancora più radicale. La scelta di centrare il suo discorso sulla non-violenza ci porta al cuore stesso dell’annuncio evangelico. Non è difficile riconoscere il legame tra le intenzioni di Francesco e il  Discorso della Montagna dove troviamo: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra» (Mt 5, 38-39).

Titolo V, questo sconosciuto

Lunedì, 28 novembre 2016

di Paolo Rametta* - Se il dibattito intorno al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo si è molto concentrato sui temi del superamento del bicameralismo perfetto e sul futuro ruolo del nuovo Senato, in secondo piano è rimasta la consistente parte della riforma dedicata alla revisione del Titolo V della Costituzione – salva la nota eliminazione del riferimento costituzionale alle province. Il titolo V è quella parte della nostra Carta che disciplina i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le autonomie locali, il cui più “famoso” articolo è il numero 117, che si occupa di ripartire la potestà legislativa tra lo Stato e le Regioni. (continua)