Centro Studi

Quando la violenza miete solo vittime

Sabato, 25 novembre 2017

di Donatella Pagliacci - Ogni anno si ripete, inesorabile, come un rituale macabro, il conto delle vittime della violenza di genere. Ogni anno, ma purtroppo possiamo anche dire ogni giorno, donne di tutte le età subiscono forme differenti di violenza: psicologica, sessuale, fisica. Vittime che patiscono in silenzio o denunciano, vittime a volte doppiamente vittimizzate, dal carnefice e dalla stessa opinione comune che, ancora oggi, le pensa sempre più spesso come cause dirette o indirette della stessa violenza che subiscono. Ci chiediamo: perché accade tutto questo? E, come fermare un fenomeno come la violenza di genere?

Le vulnerabilità dei giovani

Martedì, 21 novembre 2017

di Andrea Casavecchia - Con la pubblicazione di “Futuro Anteriore. Rapporto 2017 su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia” la Caritas concentra l’attenzione sulla condizione di vulnerabilità che colpisce le nuove generazioni. Rispetto al passato si evidenzia la trasformazione storica per il Paese dello stivale: le povertà dopo il 2007, anno precedente alla crisi economica, riguardano più i giovani degli anziani. Anche nel complesso la situazione non è felice. I dati Eurostat ci indicano che gli italiani a rischio di povertà e di esclusione sociale sono aumentati tra il 2010 e il 2015 di 2 milioni e 578 mila e hanno raggiunto il 28,8% della popolazione, contro il 23,3% dei poveri in tutta l’Unione europea.

L’Africa che non ci scandalizza

Mercoledì, 15 novembre 2017

di Nadia Matarazzo - Un continente ai confini dell’Europa, un’enorme sacca di povertà nell’economia mondiale, una terra da risollevare esportando la buona politica e l’arte dell’amministrazione. Queste sono solo alcune delle definizioni con le quali siamo abituati a identificare l’Africa, o per meglio dire le Afriche, che hanno più di tutto bisogno di una bonifica culturale: quella del nostro linguaggio, tuttora – il più delle volte inconsapevolmente – impregnato di una concezione coloniale dura a morire. Lo scorso 10 novembre è stato celebrato il convegno dell’Istituto Toniolo di Diritto Internazionale della Pace, dedicato proprio ad approfondire gli scenari geopolitici e sociali africani, con lo scopo di iniziare a ragionare dei problemi del mondo a partire dai luoghi in cui essi originano.

L'Africa che cambia

Mercoledì, 08 novembre 2017

di Michele D’Avino - Il continente africano sarà al centro del convegno promosso dalla Presidenza nazionale dell’Ac e dall’Istituto “Giuseppe Toniolo” sul tema “L’Africa tra migrazioni, interessi esterni e nuovi scenari di cooperazione”, il prossimo 10 novembre a Roma presso la Domus Mariae (dalle ore 16 alle ore 20). Un’occasione preziosa per analizzare questioni complesse e interconnesse: migrazioni, interne ed esterne; condizioni di vita delle popolazioni africane; rischi di “neo-colonizzazione” di multinazionali e di Paesi terzi; nuovi scenari di cooperazione e possibilità di coinvolgimento della comunità ecclesiale e della società occidentale, in una prospettiva di sviluppo sostenibile e governance globale. Partecipano: G. Albanese, P. Beccegato, V. Buonomo, G. Cattai, U. De Siervo, M. Foschini, M. Truffelli.

«Andare, camminare insieme!»

Martedì, 07 novembre 2017

di Matteo De Matteis e Valentina Soncini - Lo scorso 31 ottobre si sono concluse le celebrazioni per i 500 anni della Riforma Luterana, le prime nella storia non contrassegnate da scontri o muri. Quali acquisizioni si possono evidenziare per continuare ad alimentare il gusto e l’attenzione al dialogo ecumenico tra fratelli nella fede? Partiamo da alcune domande che nascono nel cuore del credente. Perché ricordare il quinto centenario della Riforma Luterana? Perché il nostro papa Francesco ha partecipato alla celebrazione di un evento che ha “spaccato” la Chiesa?

Per il lavoro, buone pratiche e buona politica

Lunedì, 30 ottobre 2017

di Alberto Ratti - Si è conclusa la 48a Settimana Sociale dei cattolici italiani che quest’anno si è tenuta a Cagliari. Dopo le relazioni degli esperti e soprattutto i lavori nei tavoli e nei gruppi di approfondimento per i 1000 delegati da tutta la penisola, quattro le proposte concrete presentate direttamente al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in materia di formazione e lavoro, Pir (Piani individuali di risparmio), appalti pubblici, Iva. E un messaggio al paese: i cattolici italiani non sognano l’impossibile e l’irrealizzabile, ma partendo dalle “buone pratiche” sparse sul territorio vogliono essere attori di «imprese virtuose che non hanno come fine ultimo il puro profitto economico fine a se stesso, ma semmai sono fonte positiva di ricchezza condivisa ed inclusiva per tutti, in particolare gli scartati». Per approfondire: http://www.settimanesociali.it/