Centro Studi

Immigrazione. L’invasione non esiste

Sabato, 09 luglio 2016

di Sara Martini* - Sono poco più di 5 milioni i residenti con cittadinanza straniera in Italia (l’8,2% della popolazione totale), con una crescita assai moderata rispetto all’anno precedente (+1,9% sul 2014). Molto al di sotto della media europea. 198 nazionalità diverse. Altro che “solo musulmani e neri”. Eppure – come riferisce il XXV Rapporto Caritas Migrantes – a fronte di una reale perdita di attrazione del nostro Paese, continua a crescere la “percezione” del fenomeno migratorio come “invasione inarrestabile”. Una falsificazione che impedisce una adeguata politica dell’immigrazione. (leggi la sintesi del Rapporto).

Italicum. Profilo e criticità della legge elettorale

Martedì, 05 luglio 2016

di Andrea Michieli* - Ogni legge elettorale ha il compito di definire come i voti si trasformino in seggi e di prevedere come tale meccanismo influenzi il comportamento degli elettori. L’Italicum punta tutto sulla semplificazione del quadro politico (con la scelta di privilegiare le liste) e sulla governabilità (con l’attribuzione di un ampio premio di maggioranza). Il rischio è che nel sistema politico italiano questa legge elettorale sia un vestito troppo stretto che invece di agevolare un processo di chiarificazione delle parti politiche, potrebbe creare strappi ad una rappresentanza che, nel nostro Paese, rimane plurale e frammentata. Ciò detto, fissata al 4 ottobre l’udienza della Corte costituzionale per discutere delle questioni di costituzionalità sollevate contro l’Italicum.

La “concordia nazionale” ritrovata

Sabato, 25 giugno 2016

di Andrea Michieli* - Siamo abituati a vedere oggi quel miracolo di unità che è il patto costituente come una conseguenza ineluttabile della fase storica del secondo dopoguerra. Eppure l’obiettivo della concordia nazionale non era per niente pacifico nell’Italia del 1945. Ripercorre questa pagina della nostra storia repubblicana non ha solo una valenza celebrativa. Ci spinge a prendere sul serio la nostra Costituzione e a rilanciare l’idea originaria di una democrazia sostanziale in un contesto mutato come quello attuale. Inoltre, in vista del referendum sulla revisione costituzionale del prossimo ottobre, è auspicabile ripartire da qui: dai fini che i padri costituenti avevano pensato allora per discernere quale struttura istituzionale oggi sia più efficace nell’assecondarli.

God save the United Kingdom. Dio salvi l’Europa

Venerdì, 24 giugno 2016

di Alberto Ratti* - Lo scenario peggiore si è realizzato. La Gran Bretagna e il suo popolo hanno deciso di uscire dall’Unione Europea. Ha vinto la retorica della paura. Si apre ora per il Regno Unito una fase negoziale con l’Unione Europea che dovrebbe durare due anni e che avrà al centro i diversi aspetti del recesso e la nuova regolazione dei rapporti reciproci. Il più è incerto. Certa è la necessita dell’Unione di ripensare se stessa. Non basterà soffermarsi soltanto sul commercio, sul mercato unico, sulla moneta. Serve rilanciare il “sogno europeo” che fu di De Gasperi, Schuman, Adenauer e Spinelli. Ancora una volta, per unire l’Europa – e non soltanto dal punto di vista economico – c’è più da distruggere che da edificare: va gettato via un mondo di rancori, di pregiudizi, di nazionalismi, di interessi individuali.

Le città del ben vivere

Martedì, 07 giugno 2016

di Fabio Cucculelli* - Dovremmo attendere i ballottaggi del 19 giugno per sapere chi realmente ha vinto le amministrative. Preoccupa il calo dei votanti, incentivato da corruzione, degrado e incapacità di amministrare le città. C’è ancora però una maggioranza di cittadini che vuole esprimere la propria voce e cambiare le cose. Bisogna quindi ripartire da questi cittadini per renderli partecipi delle decisioni che riguardano la gestione dei beni pubblici. Al di là dei programmi, dei vincitori e dei vinti, le idee creative, le buone pratiche e le proposte dell’economia civile possono rendere ricche, felici e generative le nostre città.

L’Azione cattolica e la scelta del Concilio

Venerdì, 03 giugno 2016

di Andrea Dessardo* - Ci piace segnalare a chi fosse sfuggito il bel volume dell’Editrice Ave Il futuro dalla forza del Concilio. Il Vaticano II e l’Azione cattolica curato da Paolo Trionfini e Ilaria Vellani. Un percorso sull’eredità che il Vaticano II ha consegnato all’Ac: grazie ai contributi teologici, pastorali e storici di studiosi e protagonisti della vita associativa, si colgono i nessi sia del contributo dell’associazione alla preparazione e alla ricezione del Concilio, sia delle implicazioni che gli insegnamenti conciliari hanno avuto rispetto al suo rinnovamento. Ancora oggi, ancora una volta, con le parole di Vittorio Bachelet: «Prendiamo oggi solenne impegno - ciascuno per suo conto e noi tutti insieme - di dare “generoso assenso e pronto adempimento” all’insegnamento e all’indirizzo del Concilio, a tutto l’insegnamento e l’indirizzo del Concilio».