Centro Studi

Il lavoro che vogliamo

Mercoledì, 14 dicembre 2016

di Nadia Matarazzo - Libero, creativo, partecipativo e solidale, così come indicato da Francesco nella Evangelii gaudium, e come a tema della prossima Settima sociale dei cattolici (Cagliari 26-29 ottobre 2017). Tre gli obiettivi principali annunciati dal Comitato scientifico e organizzatore dell’evento con la recente lettera di invito: denunciare le situazioni di sfruttamento, illegalità, insicurezza e disoccupazione, dando voce alle storie dei lavoratori e delle lavoratrici; far conoscere le buone pratiche che stanno già offrendo nuove soluzioni ai problemi del lavoro e dell’occupazione; costruire alcune proposte da presentare sul piano istituzionale, per superare le difficoltà di accesso al lavoro e assicurarne condizioni dignitose.

Finalmente la non-violenza

Venerdì, 09 dicembre 2016

di Michele Pace - Con «La non violenza: stile di una politica per la pace», tema del messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2017), cinquantesima dalla sua istituzione, Francesco ha scelto di dare alla Pace un’impronta ancora più radicale. La scelta di centrare il suo discorso sulla non-violenza ci porta al cuore stesso dell’annuncio evangelico. Non è difficile riconoscere il legame tra le intenzioni di Francesco e il  Discorso della Montagna dove troviamo: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra» (Mt 5, 38-39).

Titolo V, questo sconosciuto

Lunedì, 28 novembre 2016

di Paolo Rametta* - Se il dibattito intorno al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo si è molto concentrato sui temi del superamento del bicameralismo perfetto e sul futuro ruolo del nuovo Senato, in secondo piano è rimasta la consistente parte della riforma dedicata alla revisione del Titolo V della Costituzione – salva la nota eliminazione del riferimento costituzionale alle province. Il titolo V è quella parte della nostra Carta che disciplina i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le autonomie locali, il cui più “famoso” articolo è il numero 117, che si occupa di ripartire la potestà legislativa tra lo Stato e le Regioni. (continua)

Amare per forza?

Giovedì, 24 novembre 2016

di Donatella Pagliacci* - Partiamo da alcuni dati per parlare di una questione controversa, per molti versi scomoda e difficile, ma forse proprio per questo necessaria da affrontare. In Italia in dieci anni sono state 1740 le donne ammazzate, il 67,6% delle quali dal marito o compagno, e il 26,5 per mano di un ex. Quindi 1251 femminicidi sono avvenuti all’interno della famiglia, 846 per mano di un fidanzato e 224 donne sono state assassinate da un ex. Ci chiediamo a questo punto se e in che misura la famiglia costituisce, per così dire, la parola magica e sufficiente per configurare e garantire dei legami sani e positivi per i membri che la compongono? (continua)

Un futuro sostenibile per l’uomo e la sua terra

Sabato, 12 novembre 2016

di Fabio Cucculelli* - La costruzione di un futuro sostenibile dal punto di vista umano, sociale e ambientale riguarda tutti, non solo chi è chiamato ad operare scelte politiche a livello nazionale e internazionale. Riguarda il nostro stile di vita, le scelte di mobilità, di consumo, il rispetto del suolo e dell’ambiente, la valorizzazione della terra e delle sue risorse anche da punto di vista economico. In occasione della 66ª Giornata nazionale del Ringraziamento, nel messaggio dei vescovi italiani anche l’invito a «una sana nutrizione che recuperi la sobrietà delle tradizioni alimentari, apra spazi di diversificazione a favore delle produzioni tipiche e locali».

Giustizia e perdono: un binomio possibile?

Lunedì, 07 novembre 2016

di Flavia Modica - Domenica 6 novembre Francesco ha celebrato nella Basilica di San Pietro in Vaticano il Giubileo dei carcerati (testo dell’omelia). Nelle parole del papa, il perdono come qualcosa che ingloba e al contempo supera la giustizia. Chiediamoci, approfittando dell’occasione, se la categoria del perdono, che è, e resta, una categoria etico – morale, possa in qualche modo orientare le regole del vivere comune. E chiedendoci altresì se, come comunità, siamo disposti a raccogliere la sfida lanciata dai nostri padri costituenti all’art. 27 della Costituzione, dove si afferma che «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».