Centro Studi

Studiare serve ancora

Sabato, 15 ottobre 2016

di Andrea Dessardo* - L’anno 2015 ha offerto ai laureati una timida ripresa della loro situazione occupazionale e delle retribuzioni, lievemente superiori rispetto al 2014, ma ancora ben lontane dai livelli precedenti all’inizio della grande crisi nel 2008: siamo suppergiù ai livelli dei primi anni Duemila, ben quindici anni fa. Questo, in sintesi, è ciò che dice la XVIII indagine del Consorzio AlmaLaurea. C’è da essere dunque moderatamente ottimisti (rimane da vedere se il dato si confermerà nei prossimi anni...), senza dimenticare però che, in termini assoluti, i giovani disoccupati o sottoccupati sono ancora molti, troppi in più rispetto alla media europea. (continua)

L’Italia con pochi figli. E senza genitori

Venerdì, 30 settembre 2016

di Nadia Matarazzo* - Fare figli è un lusso. Ma la fertilità è un bene comune. E il meccanismo s’inceppa subito. Chissà perché, però, il dibattito pubblico e privato risulta sempre polarizzato tra chi incoraggia i potenziali genitori ad affrontare tempestivamente la sfida di crescere un figlio e chi invece difende il diritto a mantenere giocoforza un ordine di priorità 2.0: un lavoro più stabile possibile (leggasi contratto di almeno 3 anni), uno stipendio che consenta il mantenimento del figlio ma anche dei genitori, qualche anno per la ricognizione della propria identità sociale ai fini di una buona sintesi studente-precario-genitore, e finalmente (forse) un figlio. “Con chi” sarebbe un tema nel tema. (continua)

Che sia il tempo del discernimento

Martedì, 27 settembre 2016

di Andrea Michieli* - Le nove settimane che ci separano dal voto sono un tempo di discernimento sufficiente per formarsi un’idea compiuta sui dettagli della riforma. Il tempo che vivremo deve però essere anche quello delle domande di fondo che stanno a monte e a valle della riforma. Per far questo: il dibattito deve tornare al metodo e al merito della riforma, prescindendo dal giudizio sulle contrapposte forze politiche. Inoltre esso dovrebbe auspicabilmente vedere un sano protagonismo della società civile, delle forze sociali che sono il vero tessuto della democrazia italiana.

Il sistema migliore, per un mondo più giusto

Martedì, 20 settembre 2016

di Alberto Ratti* - Ad oggi, nessun sistema politico è migliore di quello democratico: dittature, uomini forti, piccole oligarchie porterebbero indietro le lancette dell’orologio alle sanguinose vicende del XX secolo. Piuttosto, dobbiamo riappropriarci della democrazia e conseguentemente della politica, strumento che insieme al metodo democratico concorre al progresso e allo sviluppo delle persone. È compito anche dell’Ac custodire e formare persone che sappiano amare la democrazia, prendersene cura e viverla.

Con gli occhi e il cuore di don Milani

Martedì, 13 settembre 2016

di Michele Pace* - Ricostruire a posteriori il pensiero di una qualsiasi persona risulta essere indubbiamente complicato. Questa operazione inoltre appare un’impresa a dir poco ciclopica se si tratta di farlo rispetto ad un uomo il cui “carattere era, per natura, estraneo ai modi consueti con cui la personalità umana si apre agli altri per donare o per accogliere, o si slarga nella molteplice esperienza facendosi molteplice”. Così infatti Ernesto Balducci descrisse don Lorenzo Milani a qualche anno dalla sua morte. Nondimeno sono persuaso che, leggendo questo mio articolo, lo stesso prete fiorentino non solo sarebbe andato su tutte le furie, ma avrebbe già messo in moto la creatività dei suoi ragazzi per rispondere a questo mio scritto con la solita puntualità e precisione. (continua)

Un popolo in cammino

Martedì, 30 agosto 2016

di Andrea Casavecchia* - L’attenzione al popolo di Dio è una delle innovazioni, forse tra le meno intercettate dai media, ma sicuramente tra le più incisive, del pontificato di Francesco. Già dal 13 marzo 2013, quando Bergoglio è stato eletto, si è notata quanta importanza attribuisse al popolo. La richiesta di essere benedetto dal popolo, l’indicazione di iniziare un nuovo cammino “vescovo e popolo, popolo e vescovo” manifestano la centralità del tema e dell’importanza del rapporto tra il Papa e la sua chiesa, Roma. Una delle prime tentazioni è di considerare il Papa un populista, e come argentino, un po’ peronista. Non è così. (continua)