Centro Studi

Garantire un lavoro dignitoso per prevenire i conflitti

Lunedì, 20 febbraio 2017

di Andrea Michieli - Oggi, 20 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale. Il tema scelto per quest’anno è Prevenire il conflitto e sostenere la pace attraverso il lavoro dignitoso. L’obiettivo della giornata è rilanciare l’impegno degli Stati a promuovere un sistema, su scala globale, basato sui principi di giustizia, eguaglianza, democrazia partecipativa, trasparenza, accountability e inclusione, con un richiamo esplicito al lavoro dignitoso delle donne e dei giovani. In verità, la giustizia sociale è regredita in questi ultimi anni, complice la più grave crisi economico-finanziaria che il mondo abbia vissuto. Ciò non di meno, al tempo della “guerra mondiale a pezzi”, appare ancor più chiaro che resta inscindibile il trinomio fecondo “giustizia, lavoro e pace”, riproposto da Francesco come “ecologia integrale” nella Laudato si'.

Condividere è una responsabilità

Sabato, 11 febbraio 2017

di Rosy Russo – È tempo di fermarsi a riflettere sullo stato della Rete e dei suoi linguaggi. Un’occasione per farlo è Parole O_stili: un progetto che vuole provare a sensibilizzare, attraverso il confronto con esperti del settore e la presentazione di un Manifesto della comunicazione non ostile. Il tentativo di trovare un modo diverso di stare in Rete, mettendo al centro della nostra narrazione l’utilizzo di parole scelte con cura, di parole non ostili, che non insultano, che non feriscono, e accrescere la consapevolezza dei danni di un’informazione sbagliata.

La lezione da non dimenticare

Martedì, 07 febbraio 2017

di Paolo Rametta - L’attesa decisione della Corte costituzionale sulla parziale incostituzionalità dell’Italicum ha impresso una notevole accelerazione al dibattito politico intorno alle sorti della legislatura. Tutti sembrano dimenticare la lezione che il Referendum dello scorso 4 dicembre ha impartito al sistema dei partiti: l’evidente distacco tra l’azione politica e i cittadini. Più che di elezioni, il nostro Paese, così fortemente provato dalla crisi economica, ha bisogno di intraprendere processi partecipati che portino a risolvere i problemi strutturali che lo accompagnano da anni; se i partiti non daranno prova di una attenzione che sia anche programmatica e sostanziale, e non solo di tattica politica, il distacco con la cittadinanza potrebbe diventare incolmabile.

C’era un volta l’Italicum. E ora?

Venerdì, 27 gennaio 2017

di Andrea Michieli - Dopo una lunga attesa è arrivata la decisione della Corte Costituzionale. Il comunicato trasmesso nel pomeriggio di mercoledì  25 gennaio è indubbiamente il fatto “politico” più rilevante per capire le sorti dell’attuale legislatura, dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Al di là del merito, sul quale ci si potrà soffermare solo dopo il deposito della sentenza, “a caldo” alcune considerazioni, a partire dal compito di“supplenza costituzionale” svolto dalla Consultà. Una supplenza che non può essere considerata auspicabile in un sistema istituzionale stabile, ma che - nella stasi politica creatasi nell’incertezza del “dopo 4 dicembre” - è stata invocata da molti.

Il neo-isolazionismo trumpista

Martedì, 24 gennaio 2017

di Alberto Ratti* - Quella annunciata da Donald Trump nel suo discorso di insediamento lo scorso 20 gennaio è un’America che vuole tornare grande da sola, senza l’aiuto di nessuno e senza preoccuparsi di nessuno, una battuta d’arresto al modello che nel bene e nel male è stato fonte di ispirazione per molti riguardo le battaglie per la libertà e il diritto, per il progresso e lo sviluppo integrale di ogni uomo e di ogni donna. Nei primi interventi del neopresidente sono riecheggiate parole da tempi bui impregnate di miope nazionalismo. Una sfida per la balbettante Europa.

Le istituzioni siano vicine alla vita dei cittadini

Giovedì, 05 gennaio 2017

di Fabio Mazzocchio - In un momento difficile per la vita del Paese, un buon governo dovrebbe almeno occuparsi del divario sociale, economico e territoriale sempre più consistente tra il Nord e il Sud, della frattura, in termini di welfare e opportunità, tra le nuove generazioni e quelle che le hanno precedute e della povertà connessa alla mancanza di lavoro. Non per immaginare una città perfetta, ma per vivere meglio in una società ospitale e con istituzioni capaci di porre in essere misure di cambiamento, atte a generare uno sviluppo autenticamente umano e integrale.