Centro Studi

La lezione da non dimenticare

Martedì, 07 febbraio 2017

di Paolo Rametta - L’attesa decisione della Corte costituzionale sulla parziale incostituzionalità dell’Italicum ha impresso una notevole accelerazione al dibattito politico intorno alle sorti della legislatura. Tutti sembrano dimenticare la lezione che il Referendum dello scorso 4 dicembre ha impartito al sistema dei partiti: l’evidente distacco tra l’azione politica e i cittadini. Più che di elezioni, il nostro Paese, così fortemente provato dalla crisi economica, ha bisogno di intraprendere processi partecipati che portino a risolvere i problemi strutturali che lo accompagnano da anni; se i partiti non daranno prova di una attenzione che sia anche programmatica e sostanziale, e non solo di tattica politica, il distacco con la cittadinanza potrebbe diventare incolmabile.

C’era un volta l’Italicum. E ora?

Venerdì, 27 gennaio 2017

di Andrea Michieli - Dopo una lunga attesa è arrivata la decisione della Corte Costituzionale. Il comunicato trasmesso nel pomeriggio di mercoledì  25 gennaio è indubbiamente il fatto “politico” più rilevante per capire le sorti dell’attuale legislatura, dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Al di là del merito, sul quale ci si potrà soffermare solo dopo il deposito della sentenza, “a caldo” alcune considerazioni, a partire dal compito di“supplenza costituzionale” svolto dalla Consultà. Una supplenza che non può essere considerata auspicabile in un sistema istituzionale stabile, ma che - nella stasi politica creatasi nell’incertezza del “dopo 4 dicembre” - è stata invocata da molti.

Il neo-isolazionismo trumpista

Martedì, 24 gennaio 2017

di Alberto Ratti* - Quella annunciata da Donald Trump nel suo discorso di insediamento lo scorso 20 gennaio è un’America che vuole tornare grande da sola, senza l’aiuto di nessuno e senza preoccuparsi di nessuno, una battuta d’arresto al modello che nel bene e nel male è stato fonte di ispirazione per molti riguardo le battaglie per la libertà e il diritto, per il progresso e lo sviluppo integrale di ogni uomo e di ogni donna. Nei primi interventi del neopresidente sono riecheggiate parole da tempi bui impregnate di miope nazionalismo. Una sfida per la balbettante Europa.

Le istituzioni siano vicine alla vita dei cittadini

Giovedì, 05 gennaio 2017

di Fabio Mazzocchio - In un momento difficile per la vita del Paese, un buon governo dovrebbe almeno occuparsi del divario sociale, economico e territoriale sempre più consistente tra il Nord e il Sud, della frattura, in termini di welfare e opportunità, tra le nuove generazioni e quelle che le hanno precedute e della povertà connessa alla mancanza di lavoro. Non per immaginare una città perfetta, ma per vivere meglio in una società ospitale e con istituzioni capaci di porre in essere misure di cambiamento, atte a generare uno sviluppo autenticamente umano e integrale.

Il lavoro che vogliamo

Mercoledì, 14 dicembre 2016

di Nadia Matarazzo - Libero, creativo, partecipativo e solidale, così come indicato da Francesco nella Evangelii gaudium, e come a tema della prossima Settima sociale dei cattolici (Cagliari 26-29 ottobre 2017). Tre gli obiettivi principali annunciati dal Comitato scientifico e organizzatore dell’evento con la recente lettera di invito: denunciare le situazioni di sfruttamento, illegalità, insicurezza e disoccupazione, dando voce alle storie dei lavoratori e delle lavoratrici; far conoscere le buone pratiche che stanno già offrendo nuove soluzioni ai problemi del lavoro e dell’occupazione; costruire alcune proposte da presentare sul piano istituzionale, per superare le difficoltà di accesso al lavoro e assicurarne condizioni dignitose.

Finalmente la non-violenza

Venerdì, 09 dicembre 2016

di Michele Pace - Con «La non violenza: stile di una politica per la pace», tema del messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2017), cinquantesima dalla sua istituzione, Francesco ha scelto di dare alla Pace un’impronta ancora più radicale. La scelta di centrare il suo discorso sulla non-violenza ci porta al cuore stesso dell’annuncio evangelico. Non è difficile riconoscere il legame tra le intenzioni di Francesco e il  Discorso della Montagna dove troviamo: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra» (Mt 5, 38-39).