Centro Studi

Europa, progetto di pace

Mercoledì, 31 gennaio 2018

a cura di Michele D'Avino* - Negli ultimi anni, l’Azione Cattolica ha riflettuto in varie occasioni sull’importanza di rilanciare con forza il progetto di un’Unione Europea più solidale e responsabile. In particolare, con l’impegno dell’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”, che ha promosso seminari e momenti di confronto. E poi con una summer school proprio sul tema dell’Europa, organizzata nell’estate del 2017 e dedicata ai giovani. Frutto di quell’esperienza è stato il Manifesto per l’Europa “Our EurHope”. In questo contributo, che trae spunto dal lavoro di studio e approfondimento portato avanti negli ultimi tempi, delineiamo quattro scenari su cui le forze politiche hanno il dovere di confrontarsi con misura e spirito di visione.

Le quattro sfide dell’accoglienza

Martedì, 30 gennaio 2018

a cura di Nadia Matarazzo* - Non c’è dubbio che il tema delle migrazioni è complesso e ha molteplici risvolti sulla vita del nostro Paese. “Cittadinanza e ius soli”, “La dignità del lavoro”, “La questione abitativa”, “Trasformazioni urbane, periferie e inclusione sociale”: sono le quattro sfide che sembrano essere centrali nel processo d’inserimento delle persone straniere in Italia. Occorre affrontarle con serietà e lungimiranza, altrimenti le soluzioni proposte rimarranno quanto meno parziali. Il documento “Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia”, firmato dalle maggiori associazioni del laicato cattolico e indirizzato al mondo politico. Le campagne “Ero straniero” e “Bambini d’italia”.

Che sia un tempo di serietà e concretezza

Martedì, 09 gennaio 2018

di Paolo Rametta – Il prossimo 4 marzo si terranno le elezioni politiche per la XVIII legislatura della nostra storia repubblicana. Facciamo nostro l’augurio espresso dal Presidente Mattarella nel suo messaggio di fine anno: che in campagna elettorale «vengano avanzate proposte comprensibili e realistiche, capaci di suscitare fiducia, sviluppando un dibattito intenso, anche acceso ma rispettoso. È, questa, inoltre, una strada per ridurre astensionismo elettorale e disaffezione per la vita pubblica».

Le radici della libertà

Martedì, 09 gennaio 2018

di Alberto Ratti - Mentre festeggiamo i 70 anni della Costituzione italiana, non possiamo non ricordare le tante persone e i tanti giovani in particolare che, grazie alla loro testimonianza e al loro sacrificio, hanno permesso al nostro Paese di sconfiggere e lasciarsi alle spalle il nazi-fascismo e i suoi orrori.Fra questi, moltissimi giovani e dirigenti di Azione Cattolica come Josef Mayr-Nusser, beatificato lo scorso 18 marzo nella Cattedrale di Bolzano. Egli ha testimoniato la differenza evangelica, la coerenza fra quello che professava e la vita concreta, non rifuggendo il proprio tempo, ma confrontandosi seriamente con le questioni e le problematiche sociali, avendo sempre presente il rispetto dei valori fondamentali della dignità della persona e della convivenza civile.

Le radici del futuro

Venerdì, 22 dicembre 2017

di Alberto Ratti - Il 22 dicembre di 70 anni fa veniva approvato con 453 voti favorevoli e 62 voti contrari il testo della Costituzione, promulgato cinque giorni dopo ed entrato ufficialmente in vigore l’1 gennaio 1948. Un anniversario importante che, da una parte, ci ricorda quanta strada abbia percorso il nostro Paese dal Secondo dopoguerra ad oggi e dall’altra quanto ancora giovane e fragile sia la nostra democrazia.

Stranieri ma residenti

Mercoledì, 20 dicembre 2017

di Nadia Matarazzo - Le migrazioni rappresentano uno dei fenomeni destinati a segnare la vita delle nostre comunità nei decenni a venire, sebbene siano un elemento oramai strutturale nella società globale, tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo. Già, perché, nonostante il clamore che costantemente avvolge tutti i discorsi concernenti i flussi migratori, in realtà essi non si muovono soltanto in direzione dei Paesi industrializzati ma, al contrario, crescono sempre di più anche in quelli che noi consideriamo esclusivamente Paesi di partenza, commettendo l’errore di una generalizzazione che è colpevole di una visione piuttosto approssimata del mondo, dalla quale origina parte dei nostri complessi da “invasione”.