Centro Studi

Unione Europea. Un ideale da vivere con coraggio

Venerdì, 24 marzo 2017

di Alberto Ratti - Il 25 marzo del 1957 a Roma la firma dei Trattati che diedero l’avvio al processo di integrazione europea. Le celebrazioni per il sessantesimo anniversario che porteranno nella capitale d’Italia i leader dei 27 paesi e delle istituzioni dell’Ue sono (lo speriamo) ulteriore occasione per ripensare, riformare e rilanciare l’Unione; restituendola al suo vero ideale spirituale ed umano, quello della fraternità fra i popoli, e all’originario progetto politico, la difesa delle libertà e della democrazia. A partire dai giovani e con i giovani, dobbiamo cercare una nuova misura di essere europei in questo tempo che ci è dato di vivere.

Per un job generativo

Giovedì, 16 marzo 2017

di Alberto Ratti - I mutamenti della realtà sociale ci interrogano profondamente e non ci devono lasciare indifferenti. Serve uno sforzo comune per cercare di governare le novità che hanno colpito il mondo del lavoro, per mettere nuovamente a fuoco alcune coordinate e capire come declinare quelle antiche ma non per questo obsolete: tutela dei diritti e della sicurezza di chi lavora, inclusione e protezione di chi un’occupazione l’ha persa o non riesce a trovarla. Urge ripartire dal dato costituzionale, che indica l’obiettivo di un lavoro che permetta a ciascuna persona di contribuire allo sviluppo materiale e spirituale della società, cercando così di dare forma a un’agenda che possa aiutare alla ripresa e alla crescita occupazionale, soprattutto fra le giovani generazioni.

Ridurre la povertà. Percorsi possibili

Lunedì, 13 marzo 2017

di Andrea Casavecchia - In Italia le persone in condizione o a rischio di povertà ed esclusione sociale sorpassano i 17 milioni. In questo folto gruppo l’intensità della deprivazione è diversa: parte dai circa 4,5 milioni che vivono sotto la soglia della povertà assoluta. La riqualificazione delle periferie e l’introduzione del Rei (Reddito di inclusione) sono iniziative politiche che vanno nella direzione giusta. Ma sono insufficienti. In Italia, i trasferimenti economici erogati dalle istituzioni producono una diminuzione del tasso di povertà relativa del 5,3%, mentre la media europea è intorno al 9%. In cima alla lista dei bisogni, l’emergenza abitativa. I nodi: la debolezza dell’assistenza alle famiglie; il lavoro povero; la divaricazione territoriale.

Non sole mimose… tra dignità, impegno e responsabilità nella vita privata e pubblica

Mercoledì, 08 marzo 2017

di Donatella Pagliacci - Come ogni anno, in tutto il mondo, l’8 marzo è il giorno dedicato alla memoria delle lotte per l’affermazione e il riconoscimento dei diritti delle donne. Un giorno che dovrebbe aiutarci a non dimenticare le storie delle molte donne che hanno vissuto e lottato per consegnarci un mondo più giusto, un mondo capace di non discriminare degli esseri umani, solo perché donne. Un giorno nel quale dovremmo ricordarci di milioni di donne che, quotidianamente, credono e vivono per affermare la loro dignità e libertà, ma che purtroppo ancora oggi subiscono violenze fisiche e psicologiche.

Bambini e anziani, risorse da riscoprire

Lunedì, 06 marzo 2017

di Fabio Cucculelli – Alcune piste di lavoro emerse dai tavoli tematici del recente convegno “Dal benessere al buon vivere. Progettare il nuovo welfare municipale”, promosso dall’Ac e rivolto agli amministratori locali. La cura dei legami intergenerazionali così come il saper custodire il valore della memoria, il mettere al centro la famiglia come soggetto sociale, politico ed ecclesiale, sono la via necessaria per costruire e ri-costruire relazioni sociali e familiari nuove e dare un futuro migliore al nostro presente.

Senza lavoro non c’è futuro per la democrazia

Lunedì, 27 febbraio 2017

di Fabio Mazzocchio - Il lavoro è prima che un diritto per i singoli, un dovere per lo Stato. Garantire buoni livelli occupazionali significa, nella sostanza, promuovere democrazia reale e equilibrio sociale. In questo senso, serve attivare una strategia di cambiamento - come suggerisce Francesco con la Laudato si’, - per ripensare i processi di sviluppo e le dinamiche sociali. Lo Stato non dovrà certo farsi imprenditore, ma ha ancora la responsabilità di regolare il mercato, attivando politiche economiche che puntino tutto sullo sviluppo occupazionale. Senza lavoro non c’è futuro né per i singoli, né per le comunità politiche.