Centro Studi

Ridurre la povertà. Percorsi possibili

Lunedì, 13 marzo 2017

di Andrea Casavecchia - In Italia le persone in condizione o a rischio di povertà ed esclusione sociale sorpassano i 17 milioni. In questo folto gruppo l’intensità della deprivazione è diversa: parte dai circa 4,5 milioni che vivono sotto la soglia della povertà assoluta. La riqualificazione delle periferie e l’introduzione del Rei (Reddito di inclusione) sono iniziative politiche che vanno nella direzione giusta. Ma sono insufficienti. In Italia, i trasferimenti economici erogati dalle istituzioni producono una diminuzione del tasso di povertà relativa del 5,3%, mentre la media europea è intorno al 9%. In cima alla lista dei bisogni, l’emergenza abitativa. I nodi: la debolezza dell’assistenza alle famiglie; il lavoro povero; la divaricazione territoriale.

Non sole mimose… tra dignità, impegno e responsabilità nella vita privata e pubblica

Mercoledì, 08 marzo 2017

di Donatella Pagliacci - Come ogni anno, in tutto il mondo, l’8 marzo è il giorno dedicato alla memoria delle lotte per l’affermazione e il riconoscimento dei diritti delle donne. Un giorno che dovrebbe aiutarci a non dimenticare le storie delle molte donne che hanno vissuto e lottato per consegnarci un mondo più giusto, un mondo capace di non discriminare degli esseri umani, solo perché donne. Un giorno nel quale dovremmo ricordarci di milioni di donne che, quotidianamente, credono e vivono per affermare la loro dignità e libertà, ma che purtroppo ancora oggi subiscono violenze fisiche e psicologiche.

Bambini e anziani, risorse da riscoprire

Lunedì, 06 marzo 2017

di Fabio Cucculelli – Alcune piste di lavoro emerse dai tavoli tematici del recente convegno “Dal benessere al buon vivere. Progettare il nuovo welfare municipale”, promosso dall’Ac e rivolto agli amministratori locali. La cura dei legami intergenerazionali così come il saper custodire il valore della memoria, il mettere al centro la famiglia come soggetto sociale, politico ed ecclesiale, sono la via necessaria per costruire e ri-costruire relazioni sociali e familiari nuove e dare un futuro migliore al nostro presente.

Senza lavoro non c’è futuro per la democrazia

Lunedì, 27 febbraio 2017

di Fabio Mazzocchio - Il lavoro è prima che un diritto per i singoli, un dovere per lo Stato. Garantire buoni livelli occupazionali significa, nella sostanza, promuovere democrazia reale e equilibrio sociale. In questo senso, serve attivare una strategia di cambiamento - come suggerisce Francesco con la Laudato si’, - per ripensare i processi di sviluppo e le dinamiche sociali. Lo Stato non dovrà certo farsi imprenditore, ma ha ancora la responsabilità di regolare il mercato, attivando politiche economiche che puntino tutto sullo sviluppo occupazionale. Senza lavoro non c’è futuro né per i singoli, né per le comunità politiche.

Garantire un lavoro dignitoso per prevenire i conflitti

Lunedì, 20 febbraio 2017

di Andrea Michieli - Oggi, 20 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale. Il tema scelto per quest’anno è Prevenire il conflitto e sostenere la pace attraverso il lavoro dignitoso. L’obiettivo della giornata è rilanciare l’impegno degli Stati a promuovere un sistema, su scala globale, basato sui principi di giustizia, eguaglianza, democrazia partecipativa, trasparenza, accountability e inclusione, con un richiamo esplicito al lavoro dignitoso delle donne e dei giovani. In verità, la giustizia sociale è regredita in questi ultimi anni, complice la più grave crisi economico-finanziaria che il mondo abbia vissuto. Ciò non di meno, al tempo della “guerra mondiale a pezzi”, appare ancor più chiaro che resta inscindibile il trinomio fecondo “giustizia, lavoro e pace”, riproposto da Francesco come “ecologia integrale” nella Laudato si'.

Condividere è una responsabilità

Sabato, 11 febbraio 2017

di Rosy Russo – È tempo di fermarsi a riflettere sullo stato della Rete e dei suoi linguaggi. Un’occasione per farlo è Parole O_stili: un progetto che vuole provare a sensibilizzare, attraverso il confronto con esperti del settore e la presentazione di un Manifesto della comunicazione non ostile. Il tentativo di trovare un modo diverso di stare in Rete, mettendo al centro della nostra narrazione l’utilizzo di parole scelte con cura, di parole non ostili, che non insultano, che non feriscono, e accrescere la consapevolezza dei danni di un’informazione sbagliata.