Centro Studi

Unire le forze per fermare questo crimine

Lunedì, 30 luglio 2018

di Sara Martini* - Il 30 luglio si celebra in tutto il mondo la ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite “per costruire un futuro in cui questo crimine non esista”. La schiavitù moderna ha mille volti e non conosce frontiere né età. Oltre 40 milioni di vittime. Dai bambini-soldato armati di kalashnikov nelle guerre civili in Repubblica Centrafricana ai volti sfigurati delle donne nigeriane e rumene vittime di tratta sui marciapiedi delle metropoli europee; dagli uomini chini sfruttati nei campi del Mezzogiorno d’Italia ai volti dei bambini del Bangladesh costretti per interminabili ore dietro grandi telai o dei ragazzini brasiliani impegnati a rastrellare carbone da terra.

Vivere on line. Comunità o network?

Mercoledì, 25 luglio 2018

di Andrea Dessardo* - I social non sono solo delle infrastrutture, ma dei “luoghi” che abitiamo. E per questo è bene imparare a farlo con consapevolezza, perché quanto facciamo on line ha effetti anche off line. Coscienti che la società attuale, del networked individualism, è la somma di individualizzazione, globalizzazione e mediatizzazione. È quanto emerso al seminario Educare alla socialità 2.0 organizzato dal Centro Studi a Casa San Girolamo di Spello lo scorso fine settimana. A guidare la riflessione Piermarco Aroldi, sociologo della comunicazione all’Università Cattolica di Milano.

Il coraggio di non arrendersi al male

Giovedì, 19 luglio 2018

di Antonio Iannaccone* - Il 19 luglio 1992, in via Mariano D’Amelio a Palermo,  un’autobomba uccide il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ventisei anni dopo, sono troppe le domande sulla strage ancora inevase. Ciò che invece è patrimonio civile della Repubblica è la testimonianza di servitori dello Stato che non hanno mai indietreggiato nella lotta alla mafia. Che ci dicono – con le parole di Borsellino: «Tutti noi abbiamo il dovere morale di combattere la mafia, senza lasciarci condizionare dalla sensazione, o addirittura dalla certezza, che tutto ciò potrebbe costarci caro».

Educare alla socialità 2.0

Martedì, 17 luglio 2018

Il web è uno spazio sociale. Come possiamo essere significativi al suo interno? Come abitarlo? Come sfruttare le potenzialità dei social senza lasciarsi travolgere? Sono alcune delle domande a cui cercherà di dare risposta, con l’aiuto del sociologo della comunicazione Piermarco Aroldi, il seminario proposto dal Centro studi Ac Educare alla socialità 2.0, in programma a Spello (PG) presso Casa San Girolamo dal 20 al 22 luglio prossimo. All’interno il programma, la scheda di iscrizione e l’indicazione di letture propedeutiche.

Costruire una convivenza più fraterna e solidale

Venerdì, 01 giugno 2018

di Alberto Ratti*- Festeggiare oggi la Repubblica italiana significa ricordarsi della stella polare indicataci da coloro che ci hanno preceduti: pur divisi dalle idee, dalle provenienze e dalle scelte politiche, dobbiamo ricordarci di essere membri della medesima comunità – umana innanzitutto – e di lavorare per il progresso e la felicità di tutti gli uomini e di tutte le donne del nostro tempo.

Un Paese che invecchia non è un Paese che muore

Domenica, 13 maggio 2018

di Nadia Matarazzo* - In Italia ogni anno i nuovi nati sono almeno 100.000 unità in meno rispetto ai decessi: secondo il bilancio demografico del 2016, al 31 dicembre il saldo naturale era di -141.823, dato destinato ad essere quantomeno confermato negli anni successivi. Ma quali sono le cause di una tendenza che sembra oramai strutturale nel nostro Paese? Certamente i percorsi di sviluppo economico e culturale portano con sé delle conseguenze sociali che attraversano la storia dei popoli e li trasformano significativamente; è quello che sta accadendo a molte delle società industriali, dove sono ben visibili i benefici del progresso medico-scientifico, con l’allungamento della vita, ma altrettanto rilevanti si palesano gli effetti “collaterali” dell’affermarsi di un modello culturale individualista, come, ad esempio, la riduzione drastica dei tassi di natalità, dovuta, da un lato, al miglioramento delle prospettive professionali anche per le donne e dall’altro ai tempi lunghi necessari oggi per realizzare un progetto famiglia.