Centro Studi

Agenda immigrazione: non fermiamo l’umanità

Mercoledì, 07 novembre 2018

di Michele D’Avino* - Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati è la sfida lanciata da Francesco in più occasioni. Ma anche i punti cardinali intorno ai quali ridisegnare l’agenda del fenomeno migratorio per l’intera comunità internazionale. Se ne discuterà al Seminario “Agenda Immigrazione” in programma a Roma presso la Domus Mariae (Aula Barelli), in via Aurelia 481, il prossimo venerdì 9 novembre (ore 17-19.30). Interventi di Francesco Cherubini (LUISS), Mario Morcone (Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati), Angelo Moretti (Direttore generale Consorzio Sale della Terra e Coordinatore Caritas Benevento), Camillo Ripamonti SJ (Presidente dell’Associazione Centro Astalli). Introducono i lavori: Matteo Truffelli (Presidente nazionale Ac) e Ugo Villani (Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Giuseppe Toniolo). Le conclusioni sono affidate a Gian Candido De Martin (Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Vittorio Bachelet).

Quell’intuizione più che mai necessaria

Mercoledì, 24 ottobre 2018

di Alberto Ratti* - Il ricordo dell’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite, il 24 ottobre 1945, sia di grande monito agli uomini e alle donne di buona volontà, veri “operatori di pace”, per rialzare la testa e, più forti e più uniti di prima, per realizzare insieme un “nuovo umanesimo liberale”, dove vi siano più opportunità e giustizia per tutti, meno disuguaglianza e povertà. Bisogna rimboccarsi le maniche per lasciare alle future generazioni un mondo migliore, non uno peggiore di quello che abbiamo trovato.

L’Italia a marcia indietro

Venerdì, 05 ottobre 2018

di Paolo Rametta*- Più povera, diseguale e inquinata: è l’Italia disegnata dal Rapporto 2018 dell’Asvis. La denunciai- appello del suo portavoce, Enrico Giovannini: serve un cambio di passo, interventi su consumo del suolo e commercio equo. Il Reddito di Inclusione (Rei) non è bastato a cambiare la condizione delle fasce più deboli del Paese. La proposta di inserire i 12 indicatori di Benessere Equo e Sostenibile nella legge di bilancio del 2019. Restano lontanissimi gli obiettivi dell’Agenda 2030 sottoscritti dall’Italia in sede Onu.

Unire le forze per fermare questo crimine

Lunedì, 30 luglio 2018

di Sara Martini* - Il 30 luglio si celebra in tutto il mondo la ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite “per costruire un futuro in cui questo crimine non esista”. La schiavitù moderna ha mille volti e non conosce frontiere né età. Oltre 40 milioni di vittime. Dai bambini-soldato armati di kalashnikov nelle guerre civili in Repubblica Centrafricana ai volti sfigurati delle donne nigeriane e rumene vittime di tratta sui marciapiedi delle metropoli europee; dagli uomini chini sfruttati nei campi del Mezzogiorno d’Italia ai volti dei bambini del Bangladesh costretti per interminabili ore dietro grandi telai o dei ragazzini brasiliani impegnati a rastrellare carbone da terra.

Vivere on line. Comunità o network?

Mercoledì, 25 luglio 2018

di Andrea Dessardo* - I social non sono solo delle infrastrutture, ma dei “luoghi” che abitiamo. E per questo è bene imparare a farlo con consapevolezza, perché quanto facciamo on line ha effetti anche off line. Coscienti che la società attuale, del networked individualism, è la somma di individualizzazione, globalizzazione e mediatizzazione. È quanto emerso al seminario Educare alla socialità 2.0 organizzato dal Centro Studi a Casa San Girolamo di Spello lo scorso fine settimana. A guidare la riflessione Piermarco Aroldi, sociologo della comunicazione all’Università Cattolica di Milano.

Il coraggio di non arrendersi al male

Giovedì, 19 luglio 2018

di Antonio Iannaccone* - Il 19 luglio 1992, in via Mariano D’Amelio a Palermo,  un’autobomba uccide il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ventisei anni dopo, sono troppe le domande sulla strage ancora inevase. Ciò che invece è patrimonio civile della Repubblica è la testimonianza di servitori dello Stato che non hanno mai indietreggiato nella lotta alla mafia. Che ci dicono – con le parole di Borsellino: «Tutti noi abbiamo il dovere morale di combattere la mafia, senza lasciarci condizionare dalla sensazione, o addirittura dalla certezza, che tutto ciò potrebbe costarci caro».