Centro Studi

Che paese siamo?

Martedì, 18 dicembre 2018

di Nadia Matarazzo* - Un tempo l’Italia era famosa per il sole e il buon cibo, adesso lo è per i respingimenti dei migranti e dei richiedenti asilo in mare. La nostra estate si è conclusa con il caso Diciotti, la nave della Guardia Costiera popolata da circa 140 migranti salvati in acque maltesi, costretta a restare ormeggiata per giorni al porto di Catania per ordini governativi. E il dramma sta tutto qui: che Stato è quello che accantona i diritti e soprassiede all’umano davanti alla logica dell’affermazione di parte? Che società è quella che chiude gli occhi davanti ai drammi umani e sociali che devastano intere popolazioni? Che cristiani siamo noi se non sappiamo accogliere i fratelli e farci carico dei loro affanni?

LE FARFALLE SANNO ANCORA VOLARE

Venerdì, 23 novembre 2018

di Antonio Iannaccone* - Donne stanche perché offese, escluse, zittite, bistrattate, umiliate, sottomesse, stalkerate, molestate, perseguitate, picchiate, deturpate, abusate, stuprate, annientate, schiavizzate, torturate, uccise, sommerse dai dati allarmanti di un femminicidio senza fine. Una fine che neppure si intravede: in molti, troppi Paesi mancano efficaci politiche di contrasto alla violenza di genere, ricerche, progetti di formazione e sensibilizzazione. Eppure, sia le vittime sia i carnefici appartengono a ogni territorio, a tutte le classi socioculturali, ai vari ceti economici.

A proposito di diritti negati

Martedì, 20 novembre 2018

di Andrea Dessardo* - Se pure tanto è stato fatto, dobbiamo ammettere che tanto resta ancora da fare: non pensiamo soltanto alle piaghe dei bambini soldato, della prostituzione minorile, dei minori non accompagnati mandati in Europa all’avventura, dei bambini che vivono nell’abbandono e nell’inedia negli orfanotrofi russi e del Terzo Mondo. Pensiamo anche alla nostra Italia dove il 64% dei bambini non pratica attività sportive o ricreative, con punte dell’84% in Campania, del 79 in Sicilia e del 78 in Calabria; o dove il 48,4% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni non ha letto neanche un libro nell’ultimo anno.

Agenda immigrazione: non fermiamo l’umanità

Mercoledì, 07 novembre 2018

di Michele D’Avino* - Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati è la sfida lanciata da Francesco in più occasioni. Ma anche i punti cardinali intorno ai quali ridisegnare l’agenda del fenomeno migratorio per l’intera comunità internazionale. Se ne discuterà al Seminario “Agenda Immigrazione” in programma a Roma presso la Domus Mariae (Aula Barelli), in via Aurelia 481, il prossimo venerdì 9 novembre (ore 17-19.30). Interventi di Francesco Cherubini (LUISS), Mario Morcone (Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati), Angelo Moretti (Direttore generale Consorzio Sale della Terra e Coordinatore Caritas Benevento), Camillo Ripamonti SJ (Presidente dell’Associazione Centro Astalli). Introducono i lavori: Matteo Truffelli (Presidente nazionale Ac) e Ugo Villani (Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Giuseppe Toniolo). Le conclusioni sono affidate a Gian Candido De Martin (Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Vittorio Bachelet).

Quell’intuizione più che mai necessaria

Mercoledì, 24 ottobre 2018

di Alberto Ratti* - Il ricordo dell’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite, il 24 ottobre 1945, sia di grande monito agli uomini e alle donne di buona volontà, veri “operatori di pace”, per rialzare la testa e, più forti e più uniti di prima, per realizzare insieme un “nuovo umanesimo liberale”, dove vi siano più opportunità e giustizia per tutti, meno disuguaglianza e povertà. Bisogna rimboccarsi le maniche per lasciare alle future generazioni un mondo migliore, non uno peggiore di quello che abbiamo trovato.

L’Italia a marcia indietro

Venerdì, 05 ottobre 2018

di Paolo Rametta*- Più povera, diseguale e inquinata: è l’Italia disegnata dal Rapporto 2018 dell’Asvis. La denunciai- appello del suo portavoce, Enrico Giovannini: serve un cambio di passo, interventi su consumo del suolo e commercio equo. Il Reddito di Inclusione (Rei) non è bastato a cambiare la condizione delle fasce più deboli del Paese. La proposta di inserire i 12 indicatori di Benessere Equo e Sostenibile nella legge di bilancio del 2019. Restano lontanissimi gli obiettivi dell’Agenda 2030 sottoscritti dall’Italia in sede Onu.