9 maggio festa dell’Europa

Una scuola per proseguire una magnifica avventura

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di Michele D’Avino*- Il 9 maggio del 1950, l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman esponeva al mondo la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, che avrebbe reso impensabile il ripetersi di una guerra tra le nazioni europee. La dichiarazione di Schuman è considerata l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione Europea. Da allora il 9 maggio è il giorno in cui si festeggia l’Europa.
Una festa che quest’anno arriva a pochi mesi di distanza dalle solenni celebrazioni per il 60mo anniversario della firma dei Trattati di Roma istitutivi delle Comunità Europee, ma soprattutto in uno dei momenti più critici del processo di integrazione europeo, dopo l’onda d’urto emozionale suscitata dalla Brexit e i tentativi falliti di gestire le crisi internazionali e i conflitti esplosi a poca distanza dai confini dell’UE.
Il documento firmato a Roma lo scorso 25 marzo dai 27 Capi di Stato dei Paesi membri dell’Unione Europea ci ricorda che l’Europa ha ancora molta strada da percorrere davanti a sé. Eppure oggi abbiamo ancora molte solide ragioni per festeggiare l’Europa.
Festeggiamo oggi l’Europa della speranza e non della paura. Un’Europa forte del suo straordinario patrimonio di civiltà e diritto, che guardi al futuro con responsabilità e coraggio. Un’Europa senza muri e barricate, capace di garantire libertà e sicurezza senza per questo rinunciare ai valori democratici sui quali si fonda.
Festeggiamo l’Europa della solidarietà e non degli egoismi nazionali. Un’Europa nata dalla volontà di tenere insieme culture e popoli in uno spazio comune, dimostrando che l’integrazione tra diversi è una sfida possibile. Un’Europa che di fronte alle tentazioni delle spinte nazionaliste sappia ribadire la ragioni per le quali solo se si resta uniti è possibile far fronte agli effetti distorti della globalizzazione e garantire la più ampia tutela dei diritti fondamentali della persona umana. L’Europa che ha scelto il giovane Macron alle presidenziali francesi di domenica scorsa per arginare il pericolo antieuropeista del Front National di Marine le Pen.
Festeggiamo l’Europa della pace e non della guerra. Un’Europa che è stata capace di garantire il più lungo periodo di pace ed unità della storia del vecchio continente. Un’Europa che ancora molto può fare per contribuire alla risoluzione pacifica dei conflitti che si agitano oggi nel mondo.
È per questa Europa che dal 18 al 21 luglio si terrà a Roma una Summer School dal titolo “Acting EurHope”.
Organizzata dall’Istituto di diritto internazionale della pace "Giuseppe Toniolo" dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas, Focsiv e Missio, la Summer School nasce con l’obiettivo di fornire un contributo originale all’attuale dibattito sul futuro dell’Europa e alle concrete possibilità di proseguire e rilanciare il progetto politico originario dell’Unione europea. Se forte, infatti, è la denuncia che da più parti si leva nei confronti di un’Europa troppo spesso smarrita e distante dagli ultimi, preoccupata dei suoi bilanci e indifferente verso il resto del mondo, più forte è la consapevolezza di una storia straordinaria che accomuna le nazioni e i popoli europei. Una storia fatta di pace, dignità, solidarietà e sviluppo, che ci chiede di scrivere nuove pagine di speranza non solo per i circa 500 milioni di cittadini europei, ma per l’umanità intera.
Ai partecipanti all’esperienza formativa, prevalentemente giovani e adulti italiani e di altri paesi europei aderenti al FIAC - Forum Internazionale dell’Azione Cattolica, sarà anche richiesto di contribuire alla redazione di un Manifesto per l’Europa, quale impegno condiviso per la realizzazione di un’Europa che riconosca sempre di più la centralità della persona umana, che garantisca la vitalità del sistema democratico e investa con decisione sul piano educativo, della custodia del creato e del lavoro, a partire dai contenuti emersi nell’ambito delle singole sessioni di studio. Lo stile vuole essere, infatti, quello di un confronto schietto e puntuale sui temi, evidenziando luci e zone d’ombra dell’attuale esperienza europea e le prospettive possibili di sviluppo. Ad una parte della giornata dedicata all’approfondimento di temi chiave, con l’aiuto di voci autorevoli, si alterneranno momenti di tipo esperienziale, visite ai luoghi che hanno un valore semantico per la storia dell’Europa e momenti di preghiera e discernimento spirituale, con approfondimento delle figure dei Santi Patroni d’Europa e dei loro scritti.
Un convegno pubblico, con la presenza di rappresentanti delle istituzioni, accademici di chiara fama e i presidenti di tutti gli enti promotori, si celebrerà nella giornata di sabato 22 luglio quale momento conclusivo della Summer School e consentirà la presentazione di “Our EurHope - Un Manifesto per l’Europa”, il documento redatto dai partecipanti della Summer School aperto alla sottoscrizione di tutti coloro che  non vogliono rinunciare a costruire con coraggio e speranza la magnifica avventura dell’Europa che verrà.
Ad oggi hanno confermato la loro adesione all’iniziativa Enrico Letta, Giuseppe Tesauro, Ugo Villani, Ugo De Siervo, Padre Giuseppe Riggio, Giuseppina Paterniti, Gianni Borsa, Maurizio Ambrosini, Vincenzo Buonomo, Paolo Roberto Graziano, Paolo Beccegato.
L’Europa ha bisogno di ritrovare il coraggio per riprendere il cammino. A Roma dal 18 al 22 luglio proveremo insieme a mettere in moto la speranza che serve ai passi da compiere ancora, esercitando la corresponsabilità di cittadini europei che non vogliono rinunciare ad un’Europa solidale, pacifica, accogliente, più umana.

*Direttore dell’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” e Componete del Centro Studi dell’Ac