Centro Studi Ac – In rete il documento sul “gender”

Sempre a proposito di “questione antropologica”

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di Valentina Soncini* - L’anno scorso a fine giugno, in un tempo di dibattito culturale e politico acceso sui temi “gender”, in una Chiesa posta tra due sinodi sulla famiglia, il Centro Studi ha reso noto un suo contributo di riflessione proprio su questo tema caldo, intitolato già in modo simbolico Per la convivialità delle differenze. Questo testo, come si era scritto in un articolo pubblicato a inizio luglio sul sito nazionale, intendeva far accadere processi di confronto, riflessione, interrogazione, con uno stile non gridato, non pregiudicato o pregiudicante, non necessariamente veloce. In chiara controtendenza con i tempi della comunicazione pubblica, spesso appiattita in twitter di un minuto e poi dimenticata il minuto dopo, non senza lasciare a volte qualche strascico di amaro in bocca o di facile distruzione. La diffusione del testo ha infatti seguito una via particolare e un tempo “slow”, con uno stile coerente con il contenuto che veicolava. Il tema del “gender” tocca infatti punti profondi, delicati, relativi alle cose che ciascuno ha più care: affetti, legami, desiderio di riconoscimento e di fecondità. Contenuti di per sé estranei al clamore di uno scoop.

Questa scelta si è concretizzata nell’invito a leggere il testo prodotto solo chiedendolo alla segreteria del Centro Studi, senza poterlo reperire in rete in autonomia. Questo passaggio ha reso necessario un contatto personale, un breve confronto con chi avrebbe spedito il testo, che non è stato negato a nessuno tra color che si sono inoltrati in questa insolita procedura per un tema di dominio pubblico. Tra l’esigenza di offrire idee buone su cui riflettere e l’esigenza di non consegnarsi in pasto a una comunicazione tritatutto, in modo originale e motivato si è scelto di soddisfare la seconda esigenza. L’obiettivo: far accadere processi, attivare pensiero, far incontrare sul tema, far nascere richieste pacate, invitare a generare contesti di riflessione e non blog di facile consumo.

Sono passati quasi nove mesi, un tempo simbolico per chiedersi: Cosa è nato da tutto ciò?

Sono nate tante occasioni di confronto, poiché tanti fattori hanno contribuito a tenere alta l’attenzione: si è concluso il Sinodo ordinario su “vocazione e missione della famiglia”, a cui ora segue la tanto attesa esortazione post-sinodale. In occasione dell’iter legislativo sulle unioni omosessuali, il Paese con i suoi animi contrapposti si è diviso in due piazze proprio sui temi del riconoscimento del legame omossessuale e della genitorialità. È andato infine in approvazione con modalità molto discusse e sofferte il Disegno di Legge Cirinnà.
In questo scenario i membri del Centro Studi e altri responsabili associativi hanno avuto modo di seguire man mano il dibattito nel Paese, accorgendosi di un gran movimento di alcune realtà che hanno dominato la scena con posizioni ideologicamente molto schierate e con confronti “muscolari”, fondati su allarmismi o falsi irenismi, scelte di stile coerenti con altri modi di intendere gli stessi temi.

Nel frattempo si sono moltiplicate le richieste di interventi, riflessioni, confronti. Al Centro Studi da più regioni associative sono pervenute richieste di poter ricevere il testo. Singoli cittadini, soci o non soci, singole associazioni di Ac, gruppi Meic, associazioni famigliari, intellettuali di varia estrazione hanno chiesto e ricevuto il testo. I membri del Centro Studi sono stati coinvolti in tavole rotonde, confronti con piccoli gruppi motivati alla riflessione, convegni pubblici, gruppi di lavoro in aree cittadine, campi scuola per educatori, consigli diocesani che hanno chiesto di poter essere aiutati a riflettere sul tema. Sono questi i processi che avremmo voluto e che si sono andati verificando. Alcune zone calde del Paese sono state intere regioni del nord e del centro Italia, tante altre richieste sono arrivate in ordine sparso.

Sapevamo che questi temi agitano il cuore delle persone, delle famiglie e sono troppo delicati per venir risolti in slogan giornalistici e al contempo urgenti perché sempre accompagnati, dove nasce la domanda, da una certa dose di sofferenza personale. Dentro il nostro Paese, in modo ancora piccolo e limitato, si sono tracciate delle linee di comunicazione tra credenti e non credenti, associazioni di varia estrazione che si sono potute parlare, senza farsi esaurire dalla sola rappresentazione che di questo dibattito offre la piazza.

Molte di più potrebbero essere le reti di comunicazione e di riflessione. Molti gli stimoli a continuare la riflessione soprattutto in alcune direzioni che il confronto ha fatto emergere, ne rilancio solo alcuni che sono all’attenzione del Centro Studi: a) Contestualizzare e approfondire i temi in oggetto alla luce di una riflessione antropologica profonda, aggiornata a livello scientifico, etico e anche biblico –teologico. La questione del “genere” va infatti collocata in un orizzonte profondo e complesso pluridisciplinare, irriducibile a veloci sintesi. b) Indagare con esperti i temi legati alla questione filosofico-teologica e scientifica della “natura”. c) Approfondire i temi educativi su cui famiglia e scuola oggi sono in difficoltà, a volte senza strumenti interpretativi, senza parole.

Il Centro Studi si offre per favorire ulteriormente processi in questa direzione; il testo che li ha innescati è ora pubblicato sulla pagina del Centro Studi nel sito dell’Azione Cattolica e intende continuare a favorire confronti aperti. È questa una prima risposta a una esigenza che è emersa con chiarezza dentro e fuori l’associazione: favorire su questi temi così delicati luoghi e stili di dialogo: aperti, franchi, accoglienti verso tutti, rispettosi, non timorosi.

*Coordinatore del Centro Studi Ac e Delegato regionale Ac Lombardia