Benvenuti, don Marco e don Michele!

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don Marco Ghiazza e don Michele Pace

È con immensa gioia che tutta l’Azione Cattolica accoglie le nomine di don Marco Ghiazza ad Assistente centrale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (Acr) e di don Michele Pace ad Assistente nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica (Msac). Siamo grati innanzitutto al Signore per questo grande dono e alla Conferenza Episcopale Italiana per aver individuato con cura e attenzione i nostri nuovi assistenti. La nostra riconoscenza a chi con generosità e passione li ha preceduti nell’incarico, don Dino Pirri e don Tony Drazza.

Don Marco Ghiazza, sacerdote della Chiesa diocesana di Torino, 35 anni, è parroco e assistente diocesano dell’Azione Cattolica dei Ragazzi. Da oggi siamo felici di accoglierlo nell’esperienza di servizio all’Acr nazionale e siamo certi che sarà per tutti noi un’occasione preziosa per poter sperimentare ancora una volta la bellezza di camminare insieme, laici e presbiteri, e di amare la nostra Chiesa attraverso l’Associazione.

A lui auguriamo, a nome dei bambini e dei ragazzi, degli educatori di tutta Italia di svolgere con creatività ed entusiasmo il suo nuovo incarico, aiutando ciascuno di noi a riscoprire la centralità di Gesù nella nostra storia, a rinforzare la vita spirituale e ad arricchire con la sua intelligenza e la sua fede la complessa proposta formativa che la nostra Associazione pensa per i più piccoli.

In questo momento di grande gioia, vogliamo dire ancora una volta grazie a don Dino Pirri. Grazie per la sua simpatia, capace di incontrare volti, incrociare sguardi, provocare sorrisi. Lo accompagniamo con la preghiera in questa sua nuova missione di Parroco nella sua Chiesa di San Benedetto del Tronto, Montalto e Ripatransone.

Ringraziando il Signore per la bellezza degli incontri e dei compagni di viaggio che ci mette accanto nel servizio, auguriamo ancora ogni bene a don Marco!

 

Don Michele Pace, sacerdote della Chiesa diocesana di Andria, 32 anni, è assistente diocesano degli Studenti di Azione Cattolica. A lui rivolgiamo il nostro sincero augurio perché il servizio all’Associazione e alla Chiesa sia illuminato e fortificato dai doni dello Spirito Santo. Ringraziamo di cuore don Tony Drazza che ha camminato con il Msac in questi tre anni appena trascorsi, con una presenza tanto discreta quanto essenziale. L’assistente di Azione Cattolica ricopre un ruolo decisivo nella formazione delle coscienze dei laici. In particolare nel Msac, movimento d’ambiente e missionario per definizione, dove occorre prendere a cuore le domande più profonde dei giovanissimi, per sostenere il percorso di ciascuno e trovare insieme le risposte nel Signore. Solo così, infatti, la testimonianza di fede a scuola può essere esercizio di libertà e amore per il prossimo.

Siamo grati al Signore per il servizio di don Tony, che in questi anni ha accompagnato i msacchini con delicatezza e vera umanità. Siamo certi e fiduciosi che questo servizio possa donare una luce particolare anche al percorso di don Michele, al quale assicuriamo la vicinanza e la preghiera degli studenti di Azione Cattolica e dell’Associazione tutta.

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Il saluto di don Marco Ghiazza

«Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini». Questa espressione di Jacques Bossuet descrive il mio stato d’animo - un misto di paura e di fiducia - mentre siamo raggiunti dalla notizia della mia nomina ad Assistente nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi.

Che dire? Anzitutto e soprattutto Grazie.

Un Grazie non generico, che ha il volto delle persone che mi hanno accompagnato fin qui, soprattutto in questi primi dieci anni di ministero: dalla mia famiglia alla mia Parrocchia di “Gesù Redentore”, dalla Gioc (dove per la prima volta ho sentito parlare di “assistenti”) ai miei amici e confratelli.

Ha il volto della “Spera”, la Parrocchia “Maria Speranza Nostra” dove ho incontrato (...ignaro delle conseguenze!) l’Azione Cattolica... e tanti amici.

Ha il volto dei ragazzi e dei docenti della formazione professionale, conosciuti alla “Casa di Carità Arti e Mestieri”.

Ha il volto dei parrocchiani di Vinovo: le parole pronunciate da Giovanni XXIII la sera dell’apertura del Concilio Vaticano II vogliono essere una chiave di lettura di questi anni e di questi giorni: «La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato Padre per la volontà di Nostro Signore, ma tutt’insieme: paternità e fraternità e grazia di Dio, tutto, tutto». Davvero “tutto è grazia”, anche ciò che lì per lì non comprendiamo.

Un Grazie che ha il volto o, meglio ancora, il suono dei tanti “Grazie!” urlati a Casalpina alla fine di ogni campo estivo. Che raggiunge i membri delle Presidenze diocesane con cui abbiamo camminato, i responsabili che si sono avvicendati, i membri dell’Equipe Acr, gli educatori della diocesi. Grazie al mio Vescovo e ai Vescovi per la grande ed immeritata fiducia.

Un Grazie, infine, detto in anticipo a coloro che avranno la pazienza di sopportarmi di qui in avanti: la Presidenza Nazionale, il Collegio Assistenti, Teresa, l’Ufficio Centrale ed i Consiglieri, gli educatori e gli assistenti che proverò a conoscere.

Ma soprattutto Grazie ai Ragazzi: l’Acr è loro ed è alla loro preghiera (unita a quella di tutti) che mi affido in modo particolare, perché «i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre» (Mt 18,10).

Venticinque anni fa veniva beatificato Pier Giorgio Frassati, figlio della Chiesa di Torino e figlio dell’Azione Cattolica: lo sento vicino in questo giorno speciale e sono sicuro che ci aiuterà a camminare insieme «verso l’alto».

don Marco

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Il saluto di don Michele Pace

«Ed invece io come ulivo verdeggiante, mi abbandono alla fedeltà di Dio da ora e per sempre». Questa frase del Salmo 52 accompagna la mia preghiera in questi giorni carichi di gioia, per una chiamata inaspettata e accolta davvero come una “carezza di Dio”.

Accanto alla gioia, sono ospiti del mio cuore anche tanti timori, che nella mente si trasformano in molteplici interrogativi: Signore perché proprio me? Sarò capace di un compito così alto? E se qualcuno ci ha visto male? La risposta a queste domande è proprio in questa Fedeltà di Dio cantata dal salmista, che rappresenta la forza di ogni chiamato: a Lui ho detto “sì”.

Ed ecco la Strada. La strada richiede fatica, impegno, dedizione: atteggiamenti necessari imparati nella bottega semplice della mia casa. La strada pretende amore: di cui mi sono nutrito alla mensa delle relazioni intessute nelle comunità che ho incrociato nel mio ministero. La strada parla di scuola: con gratitudine porto con me i colleghi e gli alunni incontrati nella mia breve esperienza d’insegnamento. La strada è la ricchezza dei viandanti: penso già ai “volti belli” che incontrerò, alle parole che condividerò, alle passioni che bruceranno nel mio cuore. Parto come un mendicante per gustare la bellezza della gratuità.

Allora Grazie a tutti coloro che mi hanno accolto o mi accoglieranno lungo la strada. Voglio essere ospite discreto, compagno di viaggio, amico di avventura. E fino a quando il Signore vorrà....camminare.

don Michele