I sedici incontri regionali Ac/Calabria

Sono le piccole cose a fare la differenza

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di Giuseppe Ferrise* - L’Azione Cattolica della Calabria “oasi di misericordia” si propone di essere esperienza significativa nella vita di ogni cristiano desideroso di sperimentare l’amore di Gesù e della sua Chiesa e si impegna ad essere segno di speranza per il suo territorio, presenza viva e operante capace di “accompagnare” ogni singolo socio nella riscoperta del Vangelo.

Il 20 e il 21 febbraio 2016 l’Azione Cattolica della Calabria ha vissuto l’esperienza di incontro con la Presidenza nazionale, presso l’Hotel “Eurolido” di Falerna. La visita si inserisce nell’iniziativa voluta dalla Presidenza nazionale di incontrare le associazioni presenti nelle diverse regioni di Italia, che si traduce in un ringraziamento rivolto ai diversi soci e responsabili che ogni giorno vivono il cammino formativo di Azione Cattolica all’interno delle loro parrocchie e diocesi.

Sabato 20 febbraio si è svolto l’incontro con le Presidenze diocesane della Calabria, aperto da un breve momento di preghiera, guidato dal nostro assistente generale mons. Mansueto Bianchi, che ha aiutato i partecipanti a meditare sul dono della misericordia di Dio che si manifesta sin dai tempi antichi nella storia dell’uomo.

Il pomeriggio è diventata occasione per un prezioso dialogo sui “nodi” presenti in regione, frutto del lavoro svolto nei mesi antecedenti dalle diverse Presidenze diocesane calabresi. Il rapporto tra Ac e assistenti, tra Ac e territorio e la presenza del Msac all’interno delle nostre diocesi sono stati l’oggetto della riflessione pomeridiana. Da questo dialogo-confronto è emersa una realtà della Calabria fortemente diversificata che vede l’Azione Cattolica desiderosa di migliorare sempre più i rapporti con i tanti assistenti che accompagnano il cammino di Ac nei diversi ambiti, pur sottolineando le tante difficoltà che si incontrano quotidianamente nel rendere tale rapporto luogo di fraterno e rispettoso dialogo. A tal riguardo i membri della Presidenza nazionale hanno esortato le Presidenze diocesane ad essere una presenza attenta e caritatevole all’interno delle parrocchie offrendo il proprio carisma al servizio delle comunità e dell’azione pastorale di ogni parroco. L’assistente di Ac è un dono speciale, segno dell’attenzione di ogni vescovo alle nostre associazioni locali, e come tale va custodito e accompagnato.

Un altro tema sensibile che ha scandito la riflessione del pomeriggio è stato il rapporto tra l’associazione e il territorio calabrese, il quale presenta numerose difficoltà ma allo stesso tempo offre innumerevoli sfide che come Ac siamo chiamati a vivere, pur riscontrando in molti casi la difficoltà di riuscire ad esprimere una voce qualificata all’interno delle questioni regionali. La Presidenza nazionale, ci ha ricordato che l’Ac è chiamata ad “abitare” le vicende della nostra regione, rinunciando ad un atteggiamento di rassegnazione, ma diventando piuttosto un segno di speranza per la nostra terra, caratterizzato dal coraggio delle testimonianza e dall’audacia di azioni che concretamente mostrino la possibilità di vivere in modo evangelico le problematiche quotidiane della nostra terra.

Infine ci si è soffermati sulle difficoltà afferenti il mondo giovanile, e nello specifico i tanti giovani che abbandonano la nostra Regione per motivi di studio o lavoro. Anche in questo caso dalla riflessione è emersa la necessità di accompagnare i tanti giovani che lasciano i loro luoghi di origine per iniziare nuovi percorsi di vita fuori dal contesto regionale, l’Azione Cattolica deve rispondere sempre di più alla sua vocazione familiare, capace di farsi sostegno nelle fasi più importanti della vita di ogni giovane valorizzando allo stesso tempo la presenza di quanti scelgono di continuare ad abitare la propria regione.

Nella giornata di domenica si è vissuto, invece, l’incontro con i numerosi Presidenti parrocchiali, fortemente voluto dalla Presidenza nazionale, come segno di una relazione che nasce in ogni singola associazione parrocchiale nell’esperienza del cammino ordinario di ogni socio. È stata l’occasione per presentare alcune esperienze vissute all’interno di alcune comunità parrocchiali, segni concreti di speranza che mostrano il volto di una regione desiderosa di impegnarsi nella ricerca del bene comune e che vuole diventare sempre più un luogo in cui si sperimenta la misericordia e l’amore di Dio per l’uomo. L’esperienza della diocesi di San Marco-Scalea che si propone di creare lavoro per i disagiati attraverso un orto sociale, dove crescono dignità e speranza, più volte ostacolato dalla malavita, ci ricorda di come “sono le piccole cose a fare la differenza”; il progetto di riqualificazione del territorio urbano attraverso l’arte nel comune di Marano Principato nella diocesi di Cosenza-Bisignano, sviluppato con la partecipazione di giovani che vivono l’esperienza di Azione Cattolica; la creazione di una bottega equo solidale a san Giorgio Morgeto nella diocesi di Oppido M.-Palmi, che diventa segno di futuro possibile in un piccolo centro della nostra Calabria; l’originale testimonianza dei “Bagnaduna”-Christian Band della Diocesi di Cassano allo Jonio composta da soci di Ac che hanno scelto di testimoniare attraverso la musica il messaggio del Vangelo.

L’incontro è stato arricchito dalla presenza di mons. Francesco Milito, vescovo di Oppido M.-Palmi e delegato della Conferenza Episcopale Calabrese, che ha invitato l’associazione ad essere aperta all’amore di Dio facendosi presente nelle vite delle persone e da mons. Luigi Cantafora, vescovo della diocesi di Lamezia Terme, che ha presieduto l’Eucarestia domenicale, ricordando durante l’omelia che «ogni uomo è desideroso di sperimentare l’amore che nasce dall’incontro con il Signore, come fedeli laici siamo chiamati a mostrare in noi il volto stesso di Cristo che si fa benedizione per quanti incontriamo lungo il nostro cammino».

Nelle conclusioni Matteo Truffelli, Presidente nazionale dell’Ac, ha ricordato l’importanza dei Presidenti e delle associazioni parrocchiali, sottolineando il bisogno di avere persone che “insieme” si prendano cura di promuovere e difendere il lavoro, l’impresa, la creatività; persone che vivano la responsabilità all’interno delle singole associazioni parrocchiali non lasciandosi mai vincere dal senso di sfiducia. Non c’è, infatti, una situazione persa o una fatica maggiore di quella che possiamo tenere. Sta a noi - sottolinea il presidente Truffelli - avere la creatività, il coraggio per fare in modo che la nostra parrocchia non si sieda e non si accontenti, ma sappia andare alla ricerca di un cambiamento. Tutto questo è possibile se lo facciamo da associati. Laici che fanno le cose “insieme”. L’Ac deve quindi ripensarsi ed essere più capace di raccontarsi. Abbiamo un patrimonio che va custodito e va moltiplicato. Ci sono tante persone, infatti, che aspettano di incontrare le nostre storie e testimonianze di Chiesa bella e viva.

La visita della Presidenza nazionale ci ha aiutati a rileggere la vita della nostra Ac regionale, mostrando gli orizzonti verso cui essa deve tendere mirando ad essere sempre più “oasi di misericordia” per quanti incrociano il suo cammino.

*Incaricato regionale Settore Giovani AC Calabria

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