XXXVI Convegno Bachelet

Quali paradigmi per ridurre le “inequità”

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disuguaglianze

di Ilaria Vellani* - L’introduzione nella Laudato si di una sorta di neologismo è la testimonianza della necessità di comprendere in modo nuovo la realtà dentro cui viviamo, pensiamo, scegliamo. Papa Francesco utilizza infatti più volte il termine inequità che trasforma il consueto iniquità da una accezione giuridica a una sfumatura maggiormente attenta alla dimensione economica e sociale. Afferma infatti al numero 158: «Nelle condizioni attuali della società mondiale, dove si riscontrano tante inequità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente, come logica e ineludibile conseguenza, in un appello alla solidarietà e in una opzione preferenziale per i più poveri». È a partire da questo sfondo non solamente ecclesiale, ma anche rilanciato dalla Conferenza di Parigi Cop21, così come da alcune opere di importanti economisti – come il premio Nobel per l’economia 2015 Angus Deaton, quello del 2001 Joseph Stigliz o come Il Capitale del XXI secolo di Thomas Picketty – che il Convegno Bachelet Ridurre le diseguaglianze: nuovi paradigmi per vivere insieme intende ragionare.

Il problema delle diseguaglianze – sociali, politiche, economiche, ambientali – è sempre più un problema che si intreccia con la effettiva realizzazione del bene comune. Il fatto che, come spesso i mass media sottolineano, la forbice tra ricchi e poveri si allarghi ogni anno di più sia a livello mondiale che nazionale impone di ripensare ai modelli che permettono di misurare la vita buona delle persone, che non può avere nel Pil il suo metro di giudizio. Ripensare a questi modelli significa avere strumenti per immaginare scelte etiche e politiche conseguenti, significa trovare nuovi paradigmi per vivere insieme.

Forse le diseguaglianze non si possono eliminare completamente, sicuramente si possono ridurre. La prima sessione del Convegno Bachelet, che si svolgerà a Roma, presso la Domus Pacis, il 12-13 febbraio p.v., è dedicata alla analisi della situazione attraverso il contributo di Lorenzo Caselli, Giuseppe Notarstefano, Giuseppe Acocella, Ignazio Musu, Antonio La Spina. La seconda sessione invece cercherà di individuare alcune strade possibili attraverso il confronto tra più voci: la sfida all’inclusione costituita dalla povertà – don Francesco Soddu e Roberto Rossini -, la sfida all’inclusione in una prospettiva mondiale – Franco Vaccari e Anna Gobbetti -, la legalità come generatrice di carità e verità, quindi di giustizia – Rosy Bindi e Adriano Patti. Le conclusioni sono affidate a Gian Candido De Martin. Il 12 febbraio alle 19 in occasione proprio dell’anniversario della morte di Vittorio Bachelet, si terrà una celebrazione eucaristica in suo ricordo.

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*Direttore dell’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet”.

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