Le famiglie nella città - l'Ac verso Milano 2012

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Data: 
13 Gennaio, 2012

La riflessione post-evento di Marco Sposito, vicepresidente nazionale per il settore Giovani

Continuiamo a credere nel miracolo dell’Amore, che cambia la vita alle persone, ma anche al mondo intero. Così il presidente Franco Miano ha iniziato il suo intervento al convegno pubblico svoltosi lo scorso venerdì a Milano, “Le famiglie nella città”, organizzato dall'Azione cattolica italiana  e ambrosiana con il patrocinio del comune di Milano.

Sì, il miracolo dell’amore, che trasforma  e costruisce, plasma ed orienta. Perciò occorre mettere al centro la famiglia nell’agenda politica, perciò occorre partire dalla famiglia nel pensare un nuovo modello di sviluppo. Pensiamo a tutte le caratteristiche di una vita familiare: il dialogo intergenerazionale, le dinamiche relazionali, l’ascolto e l’attenzione all'altro, la speranza in un domani migliore, il lavorare pensando alle generazioni future, con il cuore orientato alle città, ad un bene più grande, quello di tutti, consapevoli che proprio nell’interessarsi di ciò che ci circonda c’è sempre un’anticipazione di futuro. Tutte questi “talenti”, che trovano incubazione nella vita della famiglia, sono la spinta giusta in un tempo difficile e di crisi. A partire dalla “casa”, infatti,  possiamo continuare, senza timore, a gustare la meraviglia del Regno, la bellezza della vita, la tenerezza di Dio, la forza di ripartire dopo una caduta, la sicurezza di una società più giusta e solidale.

Guardare alla famiglia oggi, e ribadire tutti i valori che ad essa appartengono, vuole dire essere pronti ad un’inversione di rotta: all’abbandono della concezione individualistica per sposare la logica dell’insieme; al superamento del “tutto e subito” per privilegiare la concretezza delle scelte meditate; al depotenziamento delle visioni a corto raggio per sostenere costruzioni socio-civili che, guardando al bene dei nostri figli, ci rendono uomini fino in fondo perché capaci di futuro e di progetto.

Ed in questo stile che è radicato l’impegno educativo dell'Ac, uno stile familiare che caratterizza l’intera storia associativa. Essere protagonisti della propria vita, ma esserlo con gli altri per un obiettivo comune. Accompagnamento, corresponsabilità, formazione, unitarietà, sono solo alcune parole della proposta formativa di Ac che permettono di camminare con e per le famiglie. Se è vero che si sente sempre più spesso parlare di fragilità, superficialità, egoismo, rapporti familiari ed interpersonali deboli, mancanza di servizi alla famiglia, scarsa tutela e assenza di fiscalità agevolata per i nuclei familiari, aspetti sicuramente importanti e su cui continuare a mantenere altissima l’attenzione, è anche vero che bisogna decentrare lo sguardo, cambiare prospettiva, allargare gli orizzonti.

Non basta rivendicare ciò che la famiglia “fa” per la società, ma è necessario recuperare ciò che la famiglia, vissuta nella verità e nella gratuità degli affetti, “è” per ogni persona. Ripartire dalla famiglia, dunque e innanzitutto, per ritrovare la logica del dono, che nasce dalla speranza di una fede matura che ci permette di andare oltre i muri dell’indifferenza, della paura, del giudizio e pregiudizio, consapevoli di un Amore più grande, gratuito, che ci fa sperimentare la profezia dell’accoglienza dell’altro, la ricchezza della diversità, la delicatezza di una carezza, la semplicità  edificante di un sorriso.

Famiglia, ancora, luogo privilegiato per la crescita e l’educazione di ciascuno, dove tornare a fare scelte di sobrietà e solidarietà, cura e passione, premure e sacrifici, scelte che possono essere da modello per una nuova economia basata sull’umano.

 

In vista del VII incontro mondiale delle famiglie (Milano, 28 maggio – 3 giugno), intitolato “La famiglia, il lavoro e la festa”, non possiamo che ribadire con forza che umanizzare il tempo e partecipare alla vita del mondo, a partire dalla dedizione al proprio lavoro, sono due elementi fondamentali del vivere di oggi, e che essi trovano la loro massima espressione proprio all'interno della vita familiare. Il che richiede prioritariamente uno sguardo attento, premuroso e pastoralmente efficace alle coppie in difficoltà, sicuri che, anche lì, per ripartire, bisogna tornare nel profondo di se stessi, alla riscoperta di un Amore che trasforma, disarma, sconvolge.

Tornare ad innamorarsi dell’essenziale, l’Uomo. Questa è la strada,  il moto del cuore fondamento di ogni famiglia ed ogni società.

L'articolo di presentazione dell'appuntamento

L'Ac dedica all'Incontro mondiale un apposito spazio web che sostenga l'iter di preparazione delle famiglie e di tutta l'associazione.

L'intervista del presidente Franco Miano a "Milano Sette" (9 gennaio 2012)