A lavoro “Per una nuova ecologia integrale”

Retinopera guarda al futuro del mondo

Versione stampabileVersione stampabile

di Gianni di Santo - L’enciclica Laudato si’ di papa Francesco come faro a cui guardare per le sorti, non solo ecologiche, del pianeta. Un atteggiamento di “cittadinanza attiva” che le governance mondiali e i popoli dovrebbero avere per pratiche di bene comune che abbiano a cura le sorti della Terra e il vivere “felice”. Di questo si è parlato a Roma il 27 gennaio nell’ambito di un seminario di riflessione promosso da Retinopera – la rete che conta 19 associazioni e movimenti su tutto il territorio e che vede Franco Miano, già presidente di Ac, suo coordinatore nazionale – dal titolo Per una nuova ecologia integrale. La nuova enciclica di papa Francesco per Franco Miano costituisce «una vera e propria rivoluzione copernicana relativamente alla concezione dell’ambiente come sistema di sistemi, da contemplare e osservare alla luce di uno sguardo globale che si allarga a una visione peculiare dell’uomo».

Il tema dell’ecologia e della ricerca di nuovi stili di vita fanno parte del percorso educativo delle associazioni e dei movimenti che perseguono il bene comune. L’obiettivo di Retinopera è l’approfondimento di questi temi, mettendo in evidenza le “buone pratiche” nel campo della gestione sostenibile dei territori, delle imprese sociali che lavorano per un’economia circolare e della cultura dell’impegno “locale” per l’ambiente che passa attraverso l’esercizio di una responsabilità condivisa, con l’attivazione di dinamiche virtuose cittadini-beni comuni a livello locale.

Un percorso, quello di Retinopera, che non si ferma “solo” al seminario. La seconda tappa sarà il prossimo 9 marzo a Roma, con il convegno I migranti: fenomeno globale, integrazione possibile, poi toccherà a Responsabilità sociale d’impresa (20 maggio) per finire con Capitale civico, modelli di sviluppo e trasformazioni della politica (1-3 luglio). Il modello operativo che si è data Retinopera è quello che prima si studiano i problemi, poi si passa all’azione, coinvolgendo gli attori dei territori, i giovani, i cittadini che vogliono mettere insieme impresa, capitale e solidarietà.

Gianfranco Bologna, direttore scientifico Wwf, intervenuto al seminario, ha lanciato un appello contro il surriscaldamento globale del pianeta. Non c’è più tempo da perdere. L’esperto ha messo in guardia sui cambiamenti globali: «l’intervento umano sta modificando una dinamica di equilibrio del pianeta; ci troviamo in quella situazione del tutto inedita che la comunità scientifica chiama “antropocene” come fosse una nuova era geologica, e nella quale dobbiamo aspettarci anche l’inatteso».

Dagli studi alle buone pratiche. Le racconta Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, quando parla delle esperienze-pilota della cooperativa sociale-agricola Goel Bio di Locri, dell’impegno di riuso e riciclo dei rifiuti di Triciclo a Torino, o dell’azienda specializzata nella raccolta e nella trasformazione dei rifiuti di plastica, la Proplast, in Senegal. Mentre per Andrea Stocchiero, responsabile policy Focsiv, occorre «darsi una strategia e unire le forze per fare massa critica, esercitare pressione collettiva».

Parlando della sua esperienza da arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, presidente della Commissione pastorale del lavoro e del sociale della Cei, ha ricordato come bisogna sempre favorire il dialogo e la cultura dell’incontro. Dal 2012, seguendo la drammatica vicenda dell’Ilva, e nel ricordare la propria esperienza accanto ai lavoratori dello stabilimento e alle loro famiglie, ha detto come l’ecologia integrale non possa prescindere dalla tutela della vocazione del territorio: «per questo come vescovi del sud siamo contrari alle trivellazioni nell’Adriatico e nello Jonio». È «importante anche rendere gli abitanti protagonisti del loro sviluppo. L’attenzione allo sviluppo economico e industriale deve tenere conto delle esigenze delle persone che abitano il territorio». L’attenzione al creato, ha concluso, «è un aeropago aperto con il cuore di chiunque, perché l’orizzonte di bene indicato dall’enciclica non è un parziale ma totale, destinato a tutta la terra».

Articoli che potrebbero interessarti

Primi passi per l’economia civile

1 Giu 2016
di Gianni Di Santo – A Roma, promossa da Retinopera, la presentazione dell’indagine I valori della responsabilità d’impresa: la risposta dei cittadini e la classifica delle...

Quando l’impresa è patrimonio di tutti

10 Mag 2016
di Michele Tridente* - Oltre la massimizzazione del profitto individuale, per “produrre” più bene comune. È quanto si propone Retinopera, che ne parlerà a Roma sabato...

Trivelle sì o no?

7 Apr 2016
Il 17 aprile 2016, i cittadini e le cittadine italiani sono chiamati alle urne per un referendum abrogativo. Di che cosa si tratta? In questa scheda formativa cerchiamo prima di tutto di capire...
Warning!
You are using an outdated browser
For a better experience using this site, please upgrade to a modern web browser.
Get Firefox
Get Internet Explorer
Get Safari
Get Chrome
Get Opera