La proposta di un’esperienza di servizio con i bambini di Betlemme

“Al vedere la stella…”

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di Tony Drazza* - Passare un’ora dentro l’Hogar significa fare i conti con il proprio cuore che è incapace di resistere agli occhi, alle mani e agli abbracci dei bambini. Da quando abbiamo incrociato quella casa fatta di cuori e di occhi, avevamo promesso a noi stessi che saremmo tornati, perché ci sono luoghi durante il viaggio in Terra Santa che non puoi visitare da pellegrino; ci sono domande che non riguardano solo la storia e la collocazione delle pietre.
In Terra Santa ci sono luoghi che non sono di passaggio perché ci lasci una parte di te, una lacrima, una carezza, il cuore; in Terra Santa ci sono luoghi che ti chiedono di farti domande sul futuro e non sul passato; ci sono luoghi in cui sei interessato più della vita che della morte; sei interessato a leggere il futuro negli occhi di qualcuno che scoprire il passato dalle pietre.
Questo luogo per noi dell’Ac esiste e si chiama Hogar Nino Dios, la casa dei Gesù Bambini. Questa casa, fatta di cuori e di occhi, sarà il luogo in cui l’Ac lascerà il cuore, le lacrime, le carezze.
Con la Presidenza nazionale abbiamo deciso di farci un regalo per i 150 anni dell'Associazione che non si scarta, che non ha fiocchi da slegare ma solo una valigia da preparare e il desiderio di star via di casa qualche giorno.
Proprio durante l’assemblea nazionale il presidente Matteo Truffelli nella sua relazione ha detto:

[…]Proprio per questo la Presidenza nazionale ha scelto come segno del centocinquantesimo di dare vita a un progetto che nasce dalla nostra storia ma che non celebra la nostra storia, anzi, si immerge nel presente per seminare futuro. Un progetto che nasce dal legame che da molto tempo custodiamo con la Terra Santa, là dove il futuro è nato, dove il tempo e la storia hanno assunto pienezza di significato, e che vuole essere un modo per prenderci cura del presente facendoci carico nella concretezza della drammatica realtà che segna quella terra ai giorni nostri.

Si tratta del progetto di servizio “Al vedere la Stella...”, che vi verrà presentato in questi giorni. Una proposta che ogni mese porterà a Betlemme un piccolo gruppo di persone per toccare e servire la carne di coloro che ci mostrano, oggi, il volto di chi continua a nascere nella mangiatoia perché non trova posto altrove: i più deboli tra i deboli, i piccoli che vengono ospitati in un centro che accoglie bambini e ragazzi con disabilità gravi, molto spesso rifiutati o abbandonati per necessità dalle loro famiglie, le quali a loro volta vivono in condizioni difficilissime, dimenticate dal mondo, chiuse al di là di un muro. Andremo là per conoscere, capire, condividere, servire e pregare. Andremo là per generare un processo da affidare al tempo […]

Per questi e per tanti altri motivi noi abbiamo scelto di lasciare una parte di noi lì a Betlemme, nella casa dei Gesù Bambini. Per questi “tanti” motivi abbiamo deciso di portare a Betlemme ogni mese 4 persone per 10 giorni. Per far cosa? Per stare con i bambini, per lavarli e vestirli, per ridere e giocare e per riprenderci un senso di umanità.
Questo è il nostro sogno. In questi giorni abbiamo sperimentato che è anche il sogno di tanti. Molti hanno chiesto di partire e in tanti partiranno dal prossimo luglio in poi.
Per continuare a sognare.

*Assistente nazionale Ac per il settore Giovani

Per ulteriori informazioni visitare la pagina Facebook dell'iniziativa Al vedere la stella oppure scrivere a alvederelastella@azionecattolica.it