Il Messaggio di Francesco per il Giubileo dei ragazzi e delle ragazze

Protagonisti, Percorso, Persone

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di don Marco Ghiazza* - Ci stiamo inoltrando in questo straordinario Anno della Misericordia. Abbiamo seguito e continuiamo a seguire i riti e i segni compiuti dal Papa e - più “mediaticamente silenziosi” ma non meno incisivi – i gesti, le iniziative, gli appuntamenti delle nostre Chiese locali, come l’apertura delle Porte Sante nelle Cattedrali, che ha raccolto ovunque un numero altissimo ed inatteso di fedeli.

Alcune tappe caratterizzeranno il cammino del Giubileo. Tra queste, un particolare appuntamento per i ragazzi, fissato per il prossimo mese di aprile, in vista del quale Papa Francesco ha voluto preparare un Messaggio. Possiamo rileggerlo attraverso tre parole-chiave.

 

Protagonisti.Questo tempo prezioso coinvolge anche voi, cari ragazzi e ragazze, e io mi rivolgo a voi per invitarvi… a diventarne i protagonisti”. Il Papa scommette sulla possibilità che il Giubileo non coinvolga solo gli adulti; neppure immagina che i ragazzi siano semplicemente “turisti” nelle iniziative dell’Anno Santo e nel Pellegrinaggio a Roma. È una parola che descrive un ruolo preciso e che da sempre l’Azione Cattolica cerca di tradurre in esperienza attraverso la proposta dell’ACR. Ragazzi non semplici destinatari; ragazzi non solo ascoltatori o, peggio ancora, meri esecutori. Piuttosto bambini e ragazzi protagonisti, cioè capaci di accogliere la Misericordia, coscienti dei propri errori e aperti al perdono, attenti ai bisogni dei loro amici e pronti all’aiuto. Il Giubileo dei Ragazzi può così diventare un’occasione per rilanciare questo modo di relazionarci con i più piccoli e i più giovani.

 

Percorso. Fin dal titolo, l’appuntamento del 23-25 aprile 2016 accenna a dei passi: “Crescere misericordiosi come il Padre”. C’è un processo, un percorso di crescita, che caratterizza in modo particolare questa fascia di età. Ma non è una crescita soltanto fisica e, in questo senso, inevitabile. C’è una maturazione della coscienza e, secondo il Messaggio di Papa Francesco, un percorso verso la santità: “Il Giubileo è un intero anno in cui ogni momento viene detto santo affinché diventi tutta santa la nostra esistenza”. È una delle possibili applicazioni di quel criterio di Evangelii Gaudium che siamo chiamati ad assumere con sempre maggiore convinzione: “Il tempo è superiore allo spazio”. La dimensione del crescere, che fa riferimento al tempo di vita, è legata e quasi finalizzata a quello spazio che è l’esistenza, chiamata a diventare “tutta santa”. Lo stesso Anno Santo, che pure rappresenta un tempo prolungato e di enorme spessore per l’itinerario di fede, non può essere visto in modo isolato. La Misericordia ci aiuta a riconciliarci con il passato, ci invita ad amare nel presente, ci impegna perché il futuro sia sanato dalle piaghe della povertà, dell’odio, dell’indifferenza. La vita associativa, che attraversa le generazioni, risulta essere uno strumento quanto mai attuale per sentirci inseriti in un progetto di questo respiro.

 

Persone. La fascia di età coinvolta nel Giubileo dei Ragazzi è quella che va dai 13 ai 16 anni. È una indicazione ben più che organizzativa. Non segue i “nostri schemi”: non può essere legata puramente alle tappe sacramentali; va al di là delle distinzioni date dai percorsi scolastici. Una complicazione per le nostre programmazioni e le nostre categorie? Forse. Ma se anche fosse, una salutare complicazione. “La vostra è un’età di incredibili cambiamenti, in cui tutto sembra possibile e impossibile nello stesso tempo”. Il Papa pensa anzitutto alle persone e crede che è solo a partire da loro, dalle loro vite, che sia possibile costruire proposte di formazione e di pastorale. Il primato della persona viene così ribadito a tutti coloro che, persino in buona fede, scambiano l’educazione per incasellamento, per intruppamento. È un atteggiamento semplicemente evangelico: Gesù di Nazareth ci ha insegnato a non rinchiudere mai nessuno in una categoria, ancor più se di condanna o di pregiudizio. La proposta di un grande evento giubilare che comprende una fascia di età per certi versi “inedita” rispetto ai percorsi associativi ci è anzitutto di aiuto, nel mostrare la sostanziale continuità tra il cammino dell’ACR e quello dei Giovanissimi; ci è di sprone a non stancarci mai nel mettere al centro le persone e, in nome di questa centralità, a lasciare che gli schemi non irrigidiscano idee, proposte, relazioni.

 

Il Giubileo dei Ragazzi ci vedrà coinvolti, insieme alle nostre diocesi e nel grande pellegrinaggio a Roma. È una opportunità che speriamo di poter condividere in molti preparando, secondo le parole di Papa Francesco: “zaini e striscioni, ma soprattutto cuore e mente”.

 

*Assistente centrale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi

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