Papa Francesco scrive ai bambini

Da cuore a cuore: ad ogni domanda una risposta

Versione stampabileVersione stampabile

di Anna Teresa Borrelli* e don Marco Ghiazza** - «Le domande veramente serie» scrive Milan Kundera, «sono solo quelle che possono essere formulate da un bambino. Sono domande per le quali non esiste risposta». Eppure Papa Francesco ha provato a trovarla una risposta, una risposta per ciascuna delle domande che trentuno bambini di tutto il mondo, cristiani e non, gli hanno posto sui grandi temi della vita.

«Una volta, un bambino mi ha chiesto», racconta lo stesso Papa Francesco, «… ‘Padre, che cosa faceva Dio prima di creare il mondo?’. Vi assicuro che ho fatto fatica a rispondere. E gli ho detto quello che dico adesso a voi: prima di creare il mondo Dio amava, perché Dio è amore; ma era tale l’amore che aveva in sé stesso, l’amore tra il Padre e il Figlio, nello Spirito Santo, era così grande, così traboccante … che non poteva essere egoista; doveva uscire da sé stesso per avere qualcuno da amare fuori di sé. E allora Dio ha creato il mondo» (Papa Francesco, Discorso per la Festa delle Famiglie e Veglia di preghiera, B. Franklin Parkway, Philadelphia, Sabato 26 settembre 2015).

È da queste parole che trae spunto L’amore prima del mondo, il volume edito dalla Loyola Press e distribuito in Italia per i tipi della Rizzoli, che raccoglie i dialoghi intensi e profondi dei bambini e dei ragazzi con il Papa. Un’attenzione al mondo dei piccoli che sin dall’inizio del pontificato si configura come un esercizio autentico di ascolto e cura.

Papa Francesco annota le loro domande, riflette sui loro dubbi e le loro preoccupazioni, li rassicura: «alzi la mano chi non ha mai litigato con un fratello o con qualcuno della famiglia, proprio mai! ... Tutti lo abbiamo fatto! È parte della vita, perché ‘io voglio fare un gioco’, l’altro vuole farne un altro, e poi litighiamo … Ma alla fine l’importante è fare la pace» (Papa Francesco, Incontro con i bambini delle scuole italiane, partecipanti alla manifestazione promossa da “La fabbrica della Pace”, Aula Paolo VI, Lunedì 11 maggio 2015).

La grammatica dei gesti e delle parole del Papa è sovrabbondante di tenerezza verso i piccoli che custodiscono nel cuore quelle grandi domande che sollecitano anche ciascuno di noi a ritornare nel profondo del nostro essere e della nostra vita: “cosa hai provato quando sei stato eletto Papa? [In riferimento al sacramento della Cresima] Quando ci accorgeremo che lo Spirito Santo scenderà su di noi? Se Dio perdona tutti, come mai esiste l’inferno? Come ha fatto Gesù a camminare sulle acque? Alla mia mamma che è in paradiso, cresceranno ali d’angelo? Se tu potessi fare un miracolo, che cosa sarebbe?”. Papa Francesco ancora una volta non si tira indietro e risponde alla capacità dei piccoli di vedere e concentrarsi sull’essenziale: è evidente la sua felicità e soddisfazione quando ha la possibilità di stare “con” e “in mezzo a loro”, di rassicurarli con l’Amore del Padre che è sempre pronto a perdonare e accogliere le fragilità di tutti, nella certezza che «per Gesù, i bambini sono come il riflesso della strada verso il Padre».

Un dialogo incessante quello di Francesco con i bambini e i ragazzi che in quest’anno giubilare continua anche grazie ad un invito speciale fatto a posta per loro: un invito a vivere insieme “alcune giornate di preghiera e di festa” (23, 24 e 25 Aprile 2016) per Crescere misericordiosi come il Padre provando ad affrontare le domande di vita che abitano il loro cuore e imparare «a diventare dei cristiani capaci di scelte e gesti coraggiosi, in grado di costruire ogni giorno, anche nelle piccole cose, un mondo di pace» (Papa Francesco, Messaggio per il Giubileo della Misericordia dei ragazzi e delle ragazze, Vaticano, 6 Gennaio 2016).

Dagli interrogativi dei piccoli, sempre così concreti e chiari, noi adulti non impariamo l’infantilismo, ma la ricerca dell’essenziale e la curiosità “buona” di capire cosa abita il cuore dell’uomo (del Papa come di ciascuno di noi), oltre che il cuore di Dio.

I bambini non sono preoccupati di questioni secondarie; il loro domandare anche sui dettagli è per noi occasione per vincere quella superficialità che talvolta porta noi adulti a liquidare ogni ricerca nel grande mare della presunzione, del “lo sapevo già”, del “l’ho già letto”; quella superficialità che ci ha resi “consumatori” anche delle informazioni.

Mentre dai più piccoli continuiamo ad apprendere lo stupore, lo sguardo vigile, la voglia di cercare oltre le apparenze.

Il protagonismo dei bambini e dei ragazzi che l’Azione Cattolica ha sempre valorizzato e promosso attraverso l’esperienza dell’Acr, esprime proprio la scelta di dare la parola ai piccoli e si conferma così non come una concessione ma come una strada per una conoscenza più ricca della realtà, come una via possibile per costruire un dialogo vero e autentico che parte dalle domande più profonde che abitano le nostre giornate.

Non ci resta allora che farci promotori di questo invito: un invito a permettere che ciascun bambino e ragazzo possa trovare una risposta a sua misura alle curiosità e alle preoccupazioni che si porta dentro, un invito a porci all’altezza del loro cuore per aiutarli a rendere santa la loro vita nutrendosi della Sua Parola per poter essere in questo mondo e in questo tempo, testimoni e costruttori di quell’Amore prima del mondo che li ha posti al centro della Sua Bellezza!

*Responsabile nazionale dell’Acr e **Assistente centrale dell’Acr

Articoli che potrebbero interessarti

Noi tutti, cattolici inquieti o smarriti

14 Giu 2016
di Ferruccio De Bortoli* - «Non vorrei che, diversamente da quanto è accaduto in molti tornanti storici, il freno all’apertura, direi conciliare, alla modernità venisse...

Prima i piccoli… Sempre!

1 Giu 2016
di Anna Teresa Borrelli* - Papa Francesco continua a chiedere, senza sosta, pace per il mondo. Lo fa partendo dai piccoli, chiedendo alla purezza del loro cuore di pregare per la pace, alla profondit...

A Roma e Milano, presentazione di "Credenti inquieti"

20 Mag 2016
Nella prospettiva tracciata dalla Evangelii gaudium, quale contributo i laici, e in particolare i laici associati, possono portare alla realizzazione del “sogno” di Chiesa di cui...
Warning!
You are using an outdated browser
For a better experience using this site, please upgrade to a modern web browser.
Get Firefox
Get Internet Explorer
Get Safari
Get Chrome
Get Opera