In Romania, il coordinamento giovani del Fiac

Chiamati a testimoniare

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Giovani del Fiac

di Valeria Lavano e Gianni Giaccone* - Con la consapevolezza di essere, Called to witness. È il titolo del seminario che ha visto giovani di Azione Cattolica provenienti da sei nazioni europee - Malta, Italia, Spagna, Romania, Repubblica di Moldova, Bulgaria - riunirsi dal 12 al 16 Novembre a Cluj Napoca, Capitale dei Giovani 2015. Durante i quattro giorni di convegno si è affrontato il tema della testimonianza attraverso l’analisi del magistero di Papa Francesco; puntando l’attenzione sull’esortazione apostolica Evangelii gaudium. L’incontro si è aperto con la celebrazione in rito bizantino presieduta dal vescovo della Chiesa locale Florentin Critiàlmeanu e con un confronto sul concetto di Chiesa “en salida” e di Ac “en salida” in Europa introdotto da don Felix Roca, assistente nazionale AC Romania e Ac Iasi.

Nonostante la differenza di contesto culturale e delle varie modalità di vivere l’Azione cattolica, tutti siamo stati d’accordo sulla necessità, in questo momento storico, di una Chiesa e di un’associazione che abbatta i muri della parrocchia e che sappia portare la gioia dell’annuncio e dell’incontro con Cristo a tutti e in tutti i luoghi e momenti della nostra vita.

Uno dei momenti più emozionanti è stato la condivisione delle esperienze associative dei paesi presenti: nonostante siano emerse differenze strutturali fra le varie realtà e la varietà delle iniziative, è apparso evidente il comune obiettivo di essere risplendenti testimoni di Cristo nella vita di ogni giorno. La diversità culturale si è affermata in tutta la sua bellezza durante la cena internazionale, dove ogni paese ha condiviso musica, tradizioni culturali e soprattutto culinarie in un bellissimo clima di fraternità e divertimento.

I lavori sono proseguiti con un approfondimento sull’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, guidati dal vescovo di Oradea Virgil Bercea, membro del COMECE (Commissione delle Conferenze Episcopali dei paesi dell’Unione Europea). L’attentato terroristico che ha tragicamente colpito Parigi ci ha molto impressionati e chi ha fatto ulteriormente discutere su cosa vuol dire “avere cura della casa comune” e su cosa si aspetta oggi la Chiesa dai giovani. Non sono mancati inoltre, i momenti di confronto e formazione sul ruolo che ha l’Ac nella Chiesa e nella società di oggi, sulla struttura e le funzioni del Fiac.

We act because we pray - Agiamo perché preghiamo - questo è il motto che i giovani europei hanno immediatamente messo all’opera riunendosi per pregare presso la sede dell’Istituto culturale francese della città romena, esprimendo solidarietà verso gli abitanti di Beirut e Parigi ed affiggendo un cartello invitando alla pace nel mondo - #prayforpeace.

L’incontro del coordinamento giovani europei ha raggiunto, innanzitutto, lo scopo di creare legami belli tra i partecipanti e le loro associazioni, ed inoltre ha dato la possibilità di entrare, più a fondo, nella grande famiglia dell’Azione Cattolica conoscendo la realtà del Forum internazionale; a rendere ancor più bella ed intensa quest’esperienza sono state la splendida ospitalità della città di Cluj, il fascino dei suoi panorami, la complessità della sua storia, la ricchezza architettonica e culturale della sua varietà religiosa, che ha favorito la necessità di vivere la testimonianza realmente “en salida”, ricercando e valorizzando l’incontro con l’altro.

Called to whitness:da soli non si cammina!

 

*Rappresentanti dell’ACI Settore Giovani – membri dell’Equipe Nazionale MSAC