Primo piano

18 dicembre. Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti

Che paese siamo?

di Nadia Matarazzo* - Un tempo l’Italia era famosa per il sole e il buon cibo, adesso lo è per i respingimenti dei migranti e dei richiedenti asilo in mare. La nostra estate si è conclusa con il caso Diciotti, la nave della Guardia Costiera popolata da circa 140 migranti salvati in acque maltesi, costretta a restare ormeggiata per giorni al porto di Catania per ordini governativi. E il dramma sta tutto qui: che Stato è quello che accantona i diritti e soprassiede all’umano davanti alla logica dell’affermazione di parte? Che società è quella che chiude gli occhi davanti ai drammi umani e sociali che devastano intere popolazioni? Che cristiani siamo noi se non sappiamo accogliere i fratelli e farci carico dei loro affanni?

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Focus

Una prospettiva per il convegno educatori Acr nelle parole di Luca Marcelli

Con gli occhi aperti sulla vita

di Davide De Amicis e Francesca Polacco - Ancora carichi delle “calorie” assunte attraverso il gioco, la musica, il divertimento del momento di festa e animazione della serata di sabato, l’ultima giornata di lavori del convegno nazionale degli educatori Acr è stata giornata di bilanci e conclusioni racchiuse nelle parole del responsabile nazionale dell’Azione cattolica dei Ragazzi, Luca Marcelli. Una sintesi dei contributi dei relatori, delle emozioni, dei feedback e delle prospettive partendo dall’immagine dello svezzamento, in linea col tema del convegno e dell’Iniziativa Annuale dell’Acr. Centrale l’invito forte e deciso a incarnare la fede «tenendo gli occhi aperti sulla vita, sulle sue fragilità, perché è lì che nasce la vocazione al servizio educativo».  

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Fatti e idee

Convegno educatori Acr - La cura educativa come vocazione

Chiamati a scoprire il sapore

Incastonato nella cornice feconda della riflessione sul discernimento, con lo sguardo agli orizzonti tracciati dal Sinodo dei Vescovi sui giovani, ecco il Convegno Educatori Acr 2018 “Chiamati a scoprire il sapore. La cura educativa come vocazione”, a Roma presso la Domus Pacis ( in via di Torre Rossa 94) dal 14 al 16 dicembre. Più di 700 educatori provenienti da tutte le diocesi d’Italia rifletteranno sul senso più profondo della vocazione al servizio educativo, ripercorrendone le tappe essenziali. Accompagneranno i lavori le relazioni di Pierpaolo Triani, Università Cattolica del Sacro Cuore (Con tutti: il gruppo a servizio della vocazione); don Luigi Ciotti, Presidente di Libera (Per tutti: come nasce una vocazione al bene comune?); mons. Domenico Battaglia, Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti (La comunità cristiana per le vocazioni al servizio educativo); Matteo Truffelli, Presidente nazionale Azione cattolica Italiana (L’educatore: un discepolo missionario). L’introduzione ai lavori e le conclusioni sono affidate a Luca Marcelli, Responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (Acr). La celebrazione di apertura di venerdì 14 dicembre (alle ore 17) sarà presieduta da mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno e Assistente generale dell’Azione cattolica italiana. Sabato 15 dicembre (alle ore 8.30) la Celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontifico Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Ospite del Convegno sarà Gianfranco Cattai. Il presidente della Focsiv-Volontari nel mondo presenterà la Campagna “Abbiamo riso per una cosa seria” promossa dalla federazione e sostenuta da tutta l’Azione Cattolica come iniziativa (La pace è servita) per il Mese della Pace 2019. Un progetto che mette al centro il valore del cibo e la dignità di chi lo produce. È possibile seguire i lavori del Convegno i seguenti canali: FacebookAzione Cattolica Italiana - Facebook Azione Cattolica dei Ragazzi - Youtube Azione Cattolica dei Ragazzi - Twitter Azione Cattolica – Instagram Azione Cattolica Italiana - Gli hastag del Convegno sono: #chiamatiascoprireilsapore - #acr50 - #convegnoedu18 - #risoxunacosaseria

Chiamati al servizio dei piccoli guardando al bene comune di Davide De Amicis
Mons. Domenico Battaglia: "Educare è un'arte" di Francesca Polacco
Vocazione educativa: “È la capacità di sentire l'altro dentro di noi” di Davide De Amicis
Don Luigi Ciotti: "Educazione primo investimento per la società" di Francesca Polacco
Il profilo dell’educatore nei lineamenti del Precursore  di mons. Gualtiero Sigismondi

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Parrocchie di Azione cattolica. Tre belle testimonianze di vita e impegno associativo

E uscirono a seminare…

di Monica Del Vecchio e Diego Grando* - Sappiamo tutti quanto è bella l’Azione Cattolica e quanto questo sia possibile per l’impegno e la collaborazione di tantissime persone che, ciascuna a modo proprio, aggiunge l’originalità di quell’ingrediente unico che è la propria passione... per la vita, per l’incontro, per il bene di tutti. È questa la ricchezza del nostro essere e camminare insieme nella Chiesa e nel mondo: a partire dalle piccole realtà, fino ad arrivare alle associazioni parrocchiali più numerose, fare strada fianco a fianco, verso il Signore e a servizio di ogni persona, fa brillare gli occhi di migliaia di ragazzi, giovani e adulti. Raccontiamo qui, allora - per voce dei protagonisti - la “bella storia” di tre realtà parrocchiali che hanno vissuto nell’ultimo anno l’impegno ad allargare il cerchio degli inviti, coinvolgendo nella proposta dell’Azione cattolica un bel numero di nuovi aderenti.

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Mese della Pace 2019. Libertà, dignità e autonomia personale ed economica

La pace è servita

È questo lo slogan dell’Iniziativa di Pace 2019 che ci sollecita a riflettere sulla libertà, la dignità e l'autonomia personale ed economica come vie verso la costruzione della pace. In un tempo in cui il valore di ciò che acquistiamo e mangiamo non sempre corrisponde al valore reale dei prodotti e al lavoro necessario per portarli nelle nostre tavole, l'Ac ha scelto di dedicare il Mese della Pace ad un progetto che mette al centro il valore del cibo e la dignità di chi lo produce. soprattutto in paesi nei quali le condizioni economiche e sociali sono più difficili. Attraverso l’acquisto del gadget appositamente ideato per l’occasione, un piccolo kit da tavola personalizzabile realizzato in Italia con materiali riciclati ed ecosostenibili, possiamo contribuire e sostenere la Campagna “Abbiamo riso per una cosa seria” e l’impegno di FOCSIV nella difesa della libertà, dell'autonomia e della possibilità di consentire a tutti di vivere una vita piena e buona. E possibile ordinare il gadget compilando il modulo online.

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Festa dell’Adesione. Gli auguri di Papa Bergoglio all’associazione

Francesco all’Ac: Siate lievito di una società più giusta e solidale

Ecco l’augurio rivolto da Papa Bergoglio all’Azione Cattolica Italiana per la sua festa dell’adesione. In piazza San Pietro per l’Angelus era presente la Presidenza nazionale Ac, a significare le migliaia di parrocchie di tutto il Paese in cui oggi, festività di Maria Immacolata, si rinnova il tesseramento all’associazione: «In questa festa dell’Immacolata, nelle parrocchie italiane si rinnova l’adesione all’Azione Cattolica, un’associazione che da 150 anni è un dono e una risorsa per il cammino della Chiesa in Italia. Incoraggio le sue articolazioni diocesane e parrocchiali a impegnarsi per la formazione di laici capaci di testimoniare il Vangelo, diventando lievito di una società più giusta e solidale». Francesco ha ricordato ai fedeli presenti che: «Eccomi è la parola-chiave della vita. Segna il passaggio da una vita orizzontale, centrata su di sé e sui propri bisogni, a una vita verticale, slanciata verso Dio. Eccomi è essere disponibili al Signore, è la cura per l’egoismo, è l’antidoto a una vita insoddisfatta, a cui manca sempre qualcosa. Eccomi è il rimedio contro l’invecchiamento del peccato, è la terapia per restare giovani dentro. Eccomi è credere che Dio conta più del mio io. È scegliere di scommettere sul Signore, docili alle sue sorprese. Perciò dirgli eccomi è la lode più grande che possiamo offrirgli».

La pagina speciale di AVVENIRE dedicata alla Festa dell'Adesione

Il servizio di FAMIGLIA CRISTIANA dedicato alla Festa dell'Adesione

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Convegno sui 150 anni dell'Ac

Nella nostra storia, l’impegno per la democrazia e per la vita del Paese

di Matteo Truffelli - Siamo davvero felici di averla qui, oggi, in occasione di questo Convegno storico con cui l’Azione Cattolica Italiana conclude un percorso di studi ed eventi pubblici dedicati al centocinquantesimo anniversario della nascita dell’Associazione.
La sua presenza è per noi motivo di grande gioia, perché ci conferma ancora una volta nella consapevolezza che la storia dell’Azione Cattolica non rappresenta un patrimonio solo nostro, delle tante generazioni di giovani, adulti e bambini che hanno fatto parte dell’’associazione in questi centocinqunt’anni, ma appartiene a tutta’Italia, oltre che a tutta la Chiesa. Perché la nostra è una storia che ha contribuito in molti modi a fare la storia del nostro Paese, sul piano sociale come su quello formativo, sul piano politico come su quello culturale. Grazie all’azione di personalità eminenti, che hanno ricoperto incarichi importanti nelle istituzioni e nella società, oltre che in ambito ecclesiale. Ma ancor più grazie all’impegno quotidiano e spesso poco visibile di milioni di uomini e donne, giovani, ragazzi e adulti di ogni età e di ogni condizione sociale, che hanno saputo portare un contributo prezioso allo sviluppo della società italiana. (continua)

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Una «storia bella e importante» che è già futuro

L'essere di Azione Cattolica

Siamo consapevoli di appartenere a una storia importante che continua. Una storia che non appartiene solo alle tante generazioni di aderenti che in questi centocinquanta anni si sono passati il testimone dentro di essa, e non appartiene nemmeno alla sola comunità ecclesiale, ma a tutto il Paese. Perché la storia dell’Azione Cattolica è parte significativa e per molti aspetti decisiva della storia italiana. E oggi come ieri è ferma volontà dell’Ac continuare a contribuire alla formazione di cittadini responsabili e appassionati, promuovendo legami solidali tra le generazioni, tra i gruppi sociali, tra le culture, tra i territori, tra i popoli.

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Area famiglia e vita - Accogliere per generare

“Genitori per 2019”: work in progress!

Negli ultimi mesi l'Area famiglia e vita dell’Ac ha avviato una riflessione con Acr e Adulti perché Genitori Per possa diventare sempre di più lo strumento che l’associazione mette in campo per tutti i genitori, mantenendo la struttura snella e aperta che ha sempre avuto, e integrandosi maggiormente con il percorso Adulti e la proposta IN Famiglia dell’Acr: questo porterà, in particolare dal prossimo anno associativo, ad una proposta unica associativa, chiara, riconoscibile e articolata, con la quale l’Azione cattolica raccoglierà la “sfida della prossimità”  per tutti i genitori e le coppie, “associative” o no, nell’accompagnamento alla cura della genitorialità. Ciò detto, si comincia con prima scheda (Accogliere per generare) che potrà essere utilizzata per il tempo di Avvento/Natale. Per gennaio 2019, l'uscita delle altre.

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Saluto iniziale del presidente nazionale dell'Ac MatteoTruffelli al Convegno "La nostra Europa"

Oggi più che mai abbiamo bisogno di un’Europa unita

di Matteo Truffelli* - Parlare di Europa significa per noi oggi innanzitutto saper dire, in maniera precisa e concreta – e perciò chiara, comprensibile per tutti – l’importanza fondamentale che la permanenza e anzi il consolidamento e lo sviluppo delle istituzioni europee ricopre per tutti noi, per il nostro presente e per il nostro futuro. Occorre saper raccontare con parole adeguate le enormi conseguenze economiche, sociali e politiche che un processo di  disgregazione dell’unità europea comporterebbe. Al tempo stesso, occorre indicare senza reticenze gli indispensabili cambiamenti istituzionali di cui l’Europa ha bisogno per potersi rilanciare politicamente, riacquistando credibilità e significato agli occhi di cittadini oggi comprensibilmente scettici e disorientati.
Il testo dell’impegno e appello "La nostra Europa" sottoscritto da ACLI, Azione Cattolica, Comunità Sant’Egidio, Fondazione Ezio Tarantelli della CISL, Confcooperative, FUCI e Istituto Sturzo.
Unione Europea, unione di popoli, unione di destini
- L’intervento del card. Gualtiero Bassetti

Tutte le Relazioni (da Radio Radicale)

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A Milano successo per lo spettacolo teatrale, ottimamente riuscito il convegno

GIUSEPPE TONIOLO, L’UOMO DEL FUTURO

di Marco Zabotti* - Il Toniolo ritrovato, riscoperto, ripreso con tutti i suoi insuperabili meriti. Un docente rivalutato per tutta la straordinaria attualità del suo pensiero e della sua azione di guida del movimento cattolico italiano ed europeo tra fine ‘800 e inizi ‘900. Un cristiano laico esemplare, che esprime pienamente la vocazione alla santità di quanti “cercano il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”. Non solo questo. Giuseppe Toniolo è stato a più riprese, in vari interventi, con tante sottolineature dei relatori del convegno milanese, indicato come uomo del futuro, per la lungimiranza della sua visione, per la verità e la forza di una testimonianza che arriva sino a noi, nel terzo millennio, e ci supera, va oltre.

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Dichiarazione di UMOFC, ACLI, Azione Cattolica, Centro Italiano Femminile, API-COLF, Confederazione Italiana dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana, Coordinamento nazionale donne CISL, Fondazione Beato Federico Ozanam-San Vincenzo De Paoli

STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

La Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea delle Nazioni Unite, ricorda ogni 25 novembre l’impegno inderogabile per tutti, istituzioni pubbliche e private, associazioni e movimenti a proseguire in ogni contesto la riflessione e la sensibilizzazione per sconfiggere il dilagante e assai deplorevole fenomeno della violenza contro le donne. In questa giornata diciamo tutti, società civile, istituzioni e associazioni STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE con manifestazioni, dibattiti, confronti e convegni, ma non basta. Occorre un forte movimento etico per rompere la subcultura del “possesso”; occorre rompere il silenzio, occorre che le donne non sottovalutino e non tacciano i primi segnali di pericolo per evitare il “crescendo” che porta ad atti irrimediabili. Le nostre associazioni e organizzazioni, da sempre attente all’infanzia e alle donne, fanno appello in occasione della ricorrenza del 25 novembre, affinché si possa  investire maggiore attenzione ed energie nella prevenzione di tutti i fenomeni di violenza, anche quelli  che nella famiglia si generano e si alimentano e che si ripercuotono anche sui minori, spesso vittime dirette e passive della stessa violenza. (Continua)

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